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Corteo, 15mila in marcia: scontri davanti ad Askatasuna - LA DIRETTA

Dalla sede delle facoltà umanistiche parte la sfilata che vede protagonisti anche i militanti del centro sociale

Aska, corteo da Palazzo Nuovo occupato: migliaia di antagonisti sfilano in città - LA DIRETTA

L'inizio degli scontri

"Dal quartiere alla città, Torino è partigiana". Questo lo striscione davanti a Palazzo Nuovo occupato dello "spezzone" di corteo che partirà dalla sede delle facoltà umanistiche. I presenti sono diverse migliaia e la sfilata si ricongiungera' a quelle in partenza da Porta Nuova e Porta Susa. Prima del corteo, blitz della polizia con 24 fogli di via e sequestri di coltelli, chiavi inglesi, maschere antigas e indumenti per travisarsi.

ORE 20: dopo tre ore di guerriglia, con gli scontri iniziati alle 17, i manifestanti vengono dispersi in gruppetti dalla polizia lungo le vie di Vanchiglia e Regio Parco. Davanti al cimitero Monumentale qualche migliaio di manifestanti si raduna per prendere i bus e tornare a casa.

ORE 19.20: gli scontri proseguono in Regio Parco. La polizia avanza da corso Regio Parco per respingere i manifestanti. La battaglia prosegue nell'area delle panche, sul ponte Rossini. Mentre corso Regina è a ferro e fuocoCompletamente deserta, di sabato sera, l'area delle "panche", uno dei luoghi della movida torinese. Solitamente frequentata da migliaia di giovani nel weekend. Proiettata, su uno stabile di Lungo Dora Siena, la scritta "sbirri m...e" dagli antagonisti.

ORE 19.00: gli scontri sembrano non cessare, con il continuo confronto tra i manifestanti e le forze di polizia. Numerosi lanci di pietre o di oggetti trovati per il corso da una parte, e l'uso di lacrimogeni e degli idranti dall'altra. Una camionetta blindata della polizia ha preso fuoco.

ORE 18: dopo essersi travisati nei pressi del Rondo' Rivella, i manifestanti (15mila) hanno iniziato la guerriglia in corso Regina Margherita, davanti al centro sociale Askatasuna. La polizia in assetto antisommossa risponde con il lancio di lacrimogeni e aziona gli idranti. Bruciati i cassonetti dei rifiuti. Fitto lancio di bombe-carta, grossi sassi e bottiglie di vetro. Tra i primi feriti anche un giornalista, colpito al piede. Numerose masserizie bruciate nel controviale di corso Regina Margherita.

ORE 17.40: il corteo si sta «spezzetando» e una fetta sta marciando in corso Regina Margherita, con l'obiettivo di arrivare ad Askatasuna, ma di fronte, ad aspettarli, c'è un vasto schieramento di polizia. Quindi è molto probabile che si arriverà allo scontro nei pressi del vecchio centro sociale.

ORE 16.10: lo "spezzone" partito da Palazzo Nuovo si ricongiunge all'altezza di corso Cairoli con gli altri due cortei partiti da Porta Nuova e Porta Susa. Si marcia verso piazza Vittorio e corso San Maurizio. In totale, il corteo conta 15mila persone

ORE 15.30: con un'ora di ritardo rispetto al previsto, parte il corso principale da Palazzo Nuovo. In testa lo striscione ideato da Zerocalcare: "Askatasuna vuol dire libertà, Torino è partigiana. Contro governo, guerra e attacchi agli spazi sociali". Gli organizzatori dal megafono: "Oggi da questa città in migliaia scendono in piazza per essere una reale opposizione al governo Meloni. Pensavano di intimorirci sgomberando Askatasuna. Noi da qui mandiamo un messaggio chiaro: Grazie Meloni, perché oggi siamo migliaia e domani saremo molti di più. A Torino soffia anche il vento di Minneapolis". Presenti almeno 5mila persone.

ORE 14.30: " Oggi è una grande giornata, in migliaia da tutta Italia sono a Torino. Non è una fine, ma un inizio. L'inizio di un periodo di lotta. Ci impediscono di andare in centro? Noi non abbassiamo la testa. Ci fermano a tutti i caselli e un ex pm come Rinaudo invoca l'esercito a Torino. Ma noi siamo dalla parte giusta della storia", afferma Stefano, uno dei portavoce di Askatasuna.

 

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