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Verso il voto
18 Marzo 2026 - 05:14
Immagine di repertorio
Domenica 22 e lunedì 23 marzo 2026 i cittadini italiani sono chiamati alle urne per il referendum popolare confermativo sulla riforma della magistratura, con la possibilità di votare per approvare o respingere le modifiche all’ordinamento giurisdizionale e alla Corte disciplinare. I seggi elettorali saranno aperti domenica dalle 7 alle 23 e lunedì dalle 7 alle 15, con le operazioni di scrutinio che prenderanno il via subito dopo la chiusura dei seggi.
Come si vota Per esprimere il proprio voto occorrono tessera elettorale personale e un documento d’identità: anche documenti scaduti possono essere accettati se idonei a identificare l’elettore. In mancanza di documento, è inoltre possibile identificarsi tramite attestazione di un componente del seggio che conosca personalmente l’elettore. Potranno votare per corrispondenza, invece, gli italiani iscritti all’anagrafe degli italiani residenti all'estero (Aire).
Tessere elettorali smarrite o duplicate
Quel che proprio non può mancare è la tessera elettorale. In sua assenza è davvero impossibile esprimere il proprio voto. Per richiedere eventuali duplicati in caso di smarrimento o deterioramento del documento è possibile recarsi all’Ufficio elettorale di corso Valdocco 20 (Venerdì 20 e sabato 21 marzo dalle ore 8.15 alle 18; domenica 22 marzo dalle ore 7 alle 23; lunedì 23 marzo dalle ore 7 alle 15) o presso le anagrafi decentrate di Circoscrizione 2 (via Guido Reni 96/15) - Circoscrizione 3 (corso Racconigi 94) - Circoscrizione 5 (via Stradella 192) e Circoscrizione 8 (via Campana 30), domenica 22 marzo dalle ore 8.30 alle 17.30. E se la tessera fosse al completo? Per chi avesse riempito di timbri tutti gli spazi del documento elettorale, ma non potesse recarsi in Comune, sarà possibile stampare un attestato sostitutivo online tramite Spid, Cie o Cns, valido esclusivamente per questa tornata elettorale. Attraverso la piattaforma ToSeggio sul sito del Comune di Torino è possibile individuare il proprio seggio inserendo indirizzo e civico, eccetto per chi ha cambiato residenza dopo il 5 febbraio 2026: in quel caso il voto avverrà nel vecchio seggio di appartenenza.
Cosa si vota
Il referendum chiama circa 50 milioni di italiani a confermare o meno la riforma della magistratura già approvata in Parlamento e in Senato che, in modifica della Costituzione, prevede due Consigli superiori distinti – uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri – e la creazione di una Corte disciplinare costituzionale, i cui membri saranno parzialmente scelti a sorteggio tra professionisti e magistrati, con il compito di vigilare sul corretto operato dei magistrati e sulle eventuali sanzioni. Votare “Sì” significa confermare la riforma, mentre votare “No” significa mantenere l’attuale ordinamento della magistratura. Trattandosi di un referendum di tipo confermativo non è previsto quorum (cioè di un numero minimo di votanti necessario perché una votazione sia valida): questo comporta il conteggio dei voti indipendentemente dalla partecipazione alla consultazione di un determinato numero di aventi diritto ( il 50 per cento + 1 ).
La macchina organizzativa
Dietro le quinte, Torino ha mobilitato circa 1.500 dipendenti comunali, dai servizi civici alla protezione civile, passando per patrimonio, servizi tecnici, educativi e sociali. Circa 80 agenti della Polizia Municipale presidieranno i seggi, mentre 200 addetti saranno impegnati nella distribuzione e raccolta del materiale elettorale. Il call center elettorale e il personale tecnico garantiranno il funzionamento delle attrezzature informatiche e telefoniche. Il Comune ha predisposto anche servizi di assistenza e trasporto per persone con ridotte capacità motorie, assicurando così la piena accessibilità al voto.
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