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Le reazioni
31 Gennaio 2026 - 19:28
Parole durissime arrivano dal ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo dopo gli scontri avvenuti a Torino durante la manifestazione legata ad Askatasuna.
«Purtroppo non sono capaci di sorprenderci: rimangono fedeli al loro orgoglio di violenza e sopraffazione. Saranno pure 15 o 20mila, tuttavia non è rilevante il numero, ma la stantia e vergognosa pratica fascista dello scontro fisico, del dileggio alle regole della civile convivenza, del rifiuto alla legalità» afferma Zangrillo.
Il ministro esprime indignazione anche per la presenza di rappresentanti istituzionali alla manifestazione: «Sono indignato alla notizia della partecipazione a questa gazzarra da parte di rappresentanti delle istituzioni. Il signor Grimaldi, non riesco proprio a chiamarlo onorevole, che parla di risposta a un assedio, alla repressione della libertà in una Torino antifascista, si vergogni di ciò che afferma, si vergogni del sostegno ai violenti, si vergogni dell’incapacità di comprendere che i veri fascisti sono quelli che lui sostiene e a cui dà voce».
Nel suo intervento, Zangrillo respinge anche la narrazione della repressione: «I cittadini di Torino non ne possono più di queste manifestazioni di violenza, non ne possono più di sentire queste menzogne sulla repressione degli spazi di dialogo; Askatasuna non dialoga, Askatasuna prevarica, delinque, ruba spazi e serenità alle persone per bene».
Il ministro cita infine quanto accaduto nei giorni scorsi alla rettrice dell’Università di Torino, Cristina Prandi: «E chi si oppone alla loro violenza diventa un bersaglio, come è successo nei giorni scorsi alla Rettrice Cristina Prandi, che aveva la sola “colpa” di voler impedire che il diritto allo studio si trasformasse impunemente nel diritto a delinquere».
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