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Stellantis chiarisce sull’Algeria: «Non delocalizziamo, ma forniamo opportunità»

“L’ecosistema nordafricano non è in competizione con quello europeo”

Stellantis chiarisce sull’Algeria: «Non delocalizziamo, ma forniamo opportunità»

L’incontro con gli oltre 110 produttori piemontesi

Stellantis chiarisce sull’Algeria: non delocalizzazione, ma internazionalizzazione, ossia un’opportunità per le imprese del territorio, senza la necessità di spostarsi per forza. Infatti il gruppo accelera sullo sviluppo industriale in Algeria puntando su un modello produttivo interamente radicato nel Paese, nel rispetto della normativa locale che vincola la vendita dei veicoli alla loro produzione sul territorio. Un modello che, secondo l’azienda, non è in competizione con l’ecosistema europeo e che anzi può generare nuove opportunità di lavoro e di business per i fornitori italiani.

La legislazione algerina prevede infatti che, per vendere sul mercato locale, i veicoli debbano essere prodotti in Algeria, con il ricorso a componenti realizzati sul posto, fatta eccezione per quelli impossibili da localizzare. Per questo Stellantis ha avviato un percorso di costruzione di una filiera industriale strutturata, che coinvolge oggi oltre 110 produttori e una rete di componentisti internazionali.

«Stiamo implementando l’ecosistema industriale in Algeria e vogliamo offrire alle aziende italiane nuove opportunità di business per il mercato algerino», ha dichiarato un portavoce di Stellantis Italia a margine dell’incontro svoltosi a Torino. «Non si tratta di delocalizzazioni né di produzioni destinate all’export verso l’Europa, ma di un modello di produzione sul mercato algerino per il mercato algerino».

Al centro del progetto c’è lo stabilimento di Tafraoui, dove Stellantis produrrà nel 2025 e 2026 tre modelli del Gruppo: Doblo Van, Doblo Panorama e Fiat Grande Panda, con un obiettivo produttivo di 90 mila unità complessive nel 2026. Dal 2023 al 2025 sono già state prodotte 70 mila vetture, con un impatto occupazionale di oltre 5 mila addetti tra diretti e indiretti e 430 mila ore di formazione erogate.

Alla missione hanno partecipato anche circa 20 aziende algerine, presenti per avviare un dialogo diretto con i fornitori italiani interessati a collaborazioni industriali o a investimenti diretti nel Paese, insieme a Mohamed Khelifi, l’ambasciatore dell’Algeria in Italia.

«Abbiamo presentato una serie di opportunità che spaziano dalle forniture tecnologiche e dei macchinari fino alla produzione di componenti, con la possibilità per i fornitori di valutare la creazione di nuove reti produttive in Algeria», ha spiegato Stellantis. «Si tratta di un percorso di internazionalizzazione che può rafforzare anche il lavoro delle imprese italiane».

Secondo il Gruppo, la crescita dell’ecosistema industriale in Nord Africa non sottrae valore all’Europa, ma risponde alle regole del mercato locale e contribuisce a superare un modello basato esclusivamente sull’assemblaggio, favorendo una maggiore integrazione verticale e la generazione di valore sul territorio, come richiesto dalla regolamentazione algerina.

Stellantis ha infine ringraziato l’Unione Industriale di Torino per il coinvolgimento nell’iniziativa, sottolineando il ruolo di Simest e delle autorità algerine per la promozione degli investimenti nel facilitare nuove partnership industriali tra Italia e Algeria.

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