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Sanità, il Piemonte investe sugli IRCCS: svolta d’avanguardia per il San Giovanni Bosco

Dalle reti europee al riconoscimento scientifico: l'ospedale di Torino si candida a IRCCS

Sanità, il Piemonte investe sugli IRCCS: svolta d’avanguardia per il San Giovanni Bosco

Il San Giovanni Bosco di Torino si proietta verso il futuro della medicina d'avanguardia. Con una delibera approvata oggi dalla Giunta regionale del Piemonte, su proposta dell’assessore alla Sanità Federico Riboldi, l’ospedale torinese, riconosciuto come hub regionale per la nefrologia, compie un passo decisivo per il riconoscimento ufficiale come IRCCS, Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico. Come sottolinea l'assessore, l'IRCSS non è un solo traguardo simbolico ma uno strumento vero e proprio per rispondere al meglio ai bisogni dei pazienti.

La delibera individua ufficialmente la SCDU Nefrologia e Dialisi e il CMID (Centro di Ricerche di Immunopatologia e Documentazione su Malattie Rare) come il nuovo Centro di Alta Specializzazione di Riferimento Regionale.

Questa struttura è una vera e propria eccellenza a livello internazionale: il centro è membro attivo delle reti ERK-net, ERN-Reconnect e RITA-ERN, e coordina la Rete Interregionale tra Piemonte e Valle d’Aosta, gestendo un registro che conta oltre 50 mila pazienti. Coordina, inoltre, master universitari unici nel panorama italiano ed europeo oltre ad essere membro fondatore della rete EULAR per le sperimentazioni cliniche avanzate.

L’obiettivo dell’assessore Riboldi è quello di inserire il San Giovanni Bosco in una visione sistemica della sanità piemontese, superando lo storico ritardo rispetto a regioni limitrofe come la Lombardia. Il percorso del San Giovanni Bosco non è isolato, ma si inserisce in una strategia che coinvolge anche i poli di Alessandria, Orbassano e Novara.

Diventare IRCCS permette di attrarre i migliori professionisti del settore e garantisce ai cittadini piemontesi un accesso equo alle cure più innovative e sperimentali.

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