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Il caso
05 Febbraio 2026 - 09:55
Giocattoli rotti, vecchi cenci, mercatini fai-da-te arrangiati alla meno peggio, con qualche telo. Quel che non viene venduto spesso resta lì, facendone una piccola discarica a cielo aperto. Abusivismo e insicurezza continuano a interessare il giardino delle Tre Lanterne, in largo Giulio Cesare. Nonostante i controlli e le misure messe in campo dal Comune, la situazione resta sostanzialmente invariata, tanto da essere diventata oggetto di due interpellanze in Sala Rossa.
A rispondere l'assessore alla Sicurezza Marco Porcedda: 8 i passaggi di controllo solo tra il 2 e il 19 gennaio, durante i quali è stato richiesto l'intervento di Amiat per la rimozione dei materiali abbandonati e il ripristino del decoro urbano. I monitoraggi sono poi proseguiti anche nelle settimane successive, fino a fine mese. "L'8 e il 15 gennaio sono stati inoltre organizzati servizi interforze ad “alto impatto”, mirati al controllo delle persone presenti e alla rimozione dei rifiuti", ha spiegato l'assessore.
Resta però il nodo delle sanzioni. «Per poter contestare il commercio abusivo è necessario accertare uno scambio effettivo di denaro o merce», ha chiarito Porcedda. Durante i controlli non è stato possibile assistere a vendite vere e proprie né individuare soggetti che rivendicassero la proprietà della merce, poi considerata rifiuto e smaltita. Una situazione che rende complesso colpire il fenomeno sul piano repressivo, così come restituire definitivamente decoro all'area.
Sul fronte della sicurezza passiva, una delle novità annunciate riguarda l'illuminazione. L'assessora alla Viabilità Chiara Foglietta ha confermato che l'attuale impianto verrà dismesso e sostituito. «L'intervento di potenziamento dell'illuminazione è stato deliberato e partirà nelle prossime settimane».
La scelta arriva dopo un sopralluogo congiunto presso il triangolo di spazio in cui emerge visibile parte di un impianto Italgas, giudicato da residente ed esponenti politici, potenzialmente pericoloso. Al momento si è optato per un intervento meno invasivo, rimandando la decisione su eventuali recinzioni definitive, che richiederebbero specifiche autorizzazioni edilizie e una valutazione costi-benefici anche sotto il profilo dell'ordine pubblico.
Per il capogruppo M5S Andrea Russi, «l'amministrazione non è rimasta a guardare», ma «ai fatti il fenomeno resta stabile e si è esteso anche nelle ore serali». Il presidente della commissione Urbanistica, il consigliere Tony Ledda (Pd) ha invece parlato di «un'area complessa, con un degrado circoscritto ma significativo», sottolineando la necessità di restituire il giardino alla sua funzione originaria: «Quel luogo deve tornare a essere uno spazio di socialità e non di attività illecite»
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