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La protesta

Industria, Palombella (Uilm) a Bruxelles: “La transizione senza regole ci sta uccidendo"

Il segretario chiede una vera politica industriale europea a tutela del Made in Italy

Industria, Palombella (Uilm) a Bruxelles: “La transizione senza regole ci sta uccidendo"

Rocco Palombella, segretario generale Uilm



Uniti per la difesa di buoni posti di lavoro e investimenti”. È questo lo slogan che ha accompagnato la giornata di mobilitazione europea organizzata da IndustriAll Europe, che ha portato a Bruxelles migliaia di lavoratori da tutta Europa. Tra loro anche la Uilm, con il segretario generale Rocco Palombella, che ha lanciato un duro attacco contro le politiche industriali e sociali dell’Unione Europea. Secondo Palombella, il quadro occupazionale è ormai allarmante. “Circa 15mila lavoratori dell’ex Ilva rischiano il licenziamento, 15mila lavoratori di Stellantis sono già stati mandati via e altri rischiano di rimanere a casa”, ha dichiarato, sottolineando come la cassa integrazione abbia ormai raggiunto livelli insostenibili, “fino al 60%”.

Una crisi che non riguarda solo l’auto e la siderurgia, ma che si estende a gran parte del manifatturiero. “L'elettrodomestico è in crisi, interi settori manifatturieri non riescono ad andare avanti. Chi bisogna aspettare? Cosa dobbiamo attendere?”, si è chiesto il leader della Uilm. Nel mirino del sindacato finiscono le scelte europee sulla transizione industriale ed energetica. “Dobbiamo convincerci che l’Europa, anziché essere unita e solidale, ha fatto una politica che ha diviso gli Stati. Si è deciso di fare una transizione senza regole: una transizione che poteva essere un’opportunità per salvare l’ambiente e che invece ci sta uccidendo”, ha affermato Palombella.

Da qui la richiesta di una risposta chiara e immediata. “Non c’è la sensibilità necessaria e i lavoratori italiani attendono una risposta precisa”, ha detto, “Non può essere una risposta quella di trasformare le fabbriche di auto in fabbriche di armi”. Non si va contro la difesa in modo netto, però Palombella ha ribadito che: “Per difendere l’Italia c’è bisogno del lavoro, del lavoro industriale, del lavoro di qualità, del lavoro manifatturiero. Il lavoro fa terminare i conflitti e non il contrario. Non armarsi: armarsi contro chi? Contro cosa?”.

La mobilitazione di Bruxelles, ha spiegato, nasce proprio da questa convinzione. “Siamo qui per chiedere ancora una volta una politica industriale che salvi i settori e, soprattutto per l’Italia, salvi il Made in Italy, che ha fatto la differenza negli anni e ha creato una condizione sociale importante”. Il messaggio finale è un appello all’Europa. “Noi non vogliamo regredire. Vogliamo una forte azione europea che tenga davvero in considerazione questi problemi”, ha concluso il segretario generale della Uilm.

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