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L'Università di Torino forma ricercatori-diplomatici: "Nell'era dei conflitti bisogna anticipare le crisi"

UniTo lancia un progetto formativo per dotare chimici, fisici, medici e giuristi di competenze diplomatiche. L'obiettivo è navigare le tensioni geopolitiche senza rinunciare alla collaborazione scientifica internazionale

L'Università di Torino forma ricercatori-diplomatici: "Nell'era dei conflitti bisogna anticipare le crisi"

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L'Università di Torino punta sulla diplomazia scientifica. La rettrice Cristina Prandi ha annunciato un progetto formativo inedito che farà capo alla Scuola di Studi Superiori Ferdinando Rossi: l'obiettivo è formare ricercatori con competenze verticali — chimici, fisici, medici, biologi, giuristi — a cui affiancare una solida formazione diplomatica.

L'annuncio è arrivato in occasione della presentazione dell'inaugurazione dell'anno accademico 2025-2026, dal titolo "Diplomazia scientifica. Dare forma alle decisioni", in programma lunedì 23 febbraio nella Facoltà di Medicina.

Il progetto nasce da una necessità concreta. La ricerca scientifica ha sempre costruito ponti tra paesi e culture, ma l'attuale stagione di conflitti ha complicato relazioni consolidate da decenni. La rettrice ha portato l'esempio di un convegno in preparazione presso UniTo, che ha ricevuto richieste di partecipazione da ricercatori russi, ucraini, israeliani e iraniani: situazioni in cui gli organizzatori si trovano a dover gestire tensioni etiche e relazionali complesse. In quel caso, il percorso di accompagnamento avviato dall'ateneo ha portato gli stessi organizzatori a elaborare documenti condivisi, che hanno aiutato ricercatori provenienti da paesi in conflitto a lavorare insieme.

Sul piano internazionale, UniTo ha già ottenuto l'ammissione alla European Science Diplomacy Alliance e intende rafforzare la propria rete attraverso le ambasciate italiane nel mondo.

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