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La morte dell'autista nel Po: a quasi un anno lo spiraglio di una messa in sicurezza

Nel tratto aveva perso la vita l'autista di pullman Nicola Di Carlo, lo scorso 26 marzo, a seguito di un malore

Bus finito nel Po, ecco la prima verità: dov'era l'autista Nicola Di Carlo dopo la caduta

Undici mesi, quasi un anno dal drammatico incidente del 26 marzo 2025, in cui l'autista di un pullman turistico, il 63enne Nicola Di Carlo, precipitò nel Po insieme al mezzo, senza avere scampo. Oggi il Comune accelera sul ripristino dello storico parapetto ai Murazzi del Po, da allora danneggiato nel tratto di Lungo Po Armando Diaz vicino al Ponte Vittorio Emanuele I.

Dopo la messa in sicurezza provvisoria con barriere di New Jersey sormontate da rete metallica, l’Amministrazione ha annunciato l’avvio del dialogo con la Soprintendenza per finalizzare un intervento definitivo e strutturale: "nel pieno rispetto del vincolo storico e paesaggistico". Lo ha spiegato questo pomeriggio in Aula l’assessore alla Cura della Città, Francesco Tresso, rispondendo all'interpellanza del consigliere M5S Andrea Russi. "Il muro sarà accompagnato da dissuasori per separare meglio traffico veicolare e rampe dei Murazzi", spiega l'assessore. L'obiettivo è chiudere i lavori entro il prossimo inverno.

L’incidente, infatti, aveva colpito un tratto caratterizzato da un parapetto monumentale in pietra. «Un manufatto storico che non può essere adeguato agli standard anti-svio previsti dalle normative moderne», ha spiegato Tresso. La tutela della Soprintendenza, poi, impedirebbe modifiche strutturali o formali che alterino l’aspetto originale: in contesti storici come questo, la conservazione integrale deve confrontarsi con le esigenze di sicurezza.

Di qui l'ipotesi di una ricostruzione del muro, "rinforzata" dall'installazione di linee di dissuasione tra la viabilità di piazza Vittorio Veneto e le rampe dei Murazzi. "I lavori saranno finanziati dai fondi destinati alla manutenzione ordinaria dei ponti cittadini, con possibili integrazioni se necessario", aggiunge Tresso.

Prima di qualsiasi intervento, il Comune ha atteso la chiusura delle indagini sull’incidente, per accertare che non vi fossero danni strutturali ulteriori. Ma con l'annuncio del via libera da parte dell'assessore Tresso, il Servizio Ponti e Vie d’Acqua ha potuto elaborare con la Soprintendenza una soluzione che rispetti l’originale, garantendo sicurezza senza snaturare il valore storico e turistico del tratto.

"Staremo qui a controllare il rispetto dei tempi. - replica Russi - Dobbiamo passare da un intervento emergenziale alla pianificazione strutturale. L'incidente del 26 marzo è stato un tragedia, tutta la città si aspetta una restituzione dello spazio definitiva e adeguata al contesto", conclude, auspicando un confronto in commissione per approfondire le modalità di messa in sicurezza del punto della tragedia che ha scosso per tanto tempo la città.

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