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crisi sanità
24 Febbraio 2026 - 10:45
La sanità piemontese si trova di fronte a un'emergenza che rischia di diventare irreversibile. Secondo la denuncia del sindacato Nursind Piemonte, il saldo occupazionale nel settore infermieristico è in profondo rosso, poiché il ritmo dei pensionamenti e delle dimissioni è il doppio rispetto a quello dei nuovi ingressi. Francesco Coppolella, segretario regionale del sindacato, parla apertamente di uno smantellamento silenzioso dei servizi essenziali che colpisce direttamente i cittadini del Piemonte.
Il rischio concreto è quello di scivolare in un paradosso insostenibile con ospedali pieni di medici pronti a prescrivere cure, ma con pochissimi infermieri disponibili per somministrarle concretamente. Questa sproporzione non solo rende vana la fase diagnostica, ma compromette seriamente la sicurezza del paziente. Molte strutture considerate meno attrattive si stanno svuotando, mentre i concorsi pubblici si trasformano spesso in un semplice travaso di personale da un'azienda sanitaria all'altra, senza un reale aumento dell'organico complessivo a livello regionale.
La situazione appare critica anche in vista della scadenza del 2026, quando la Regione dovrà completare la rete delle Case di Comunità. Senza nuove assunzioni, il personale necessario verrà sottratto agli ospedali, aggravando una situazione già precaria. Nel 2025, la gran parte dei fondi per le prestazioni aggiuntive è stata utilizzata solo per coprire i turni minimi di sicurezza, ma ora quelle risorse risultano dimezzate e gli infermieri sono stremati da carichi di lavoro eccessivi.
Per evitare il collasso del sistema, il Nursind chiede alla Regione azioni immediate come una mappatura in tempo reale delle carenze e l'istituzione di un Organismo Regionale Permanente con poteri decisionali per gestire l'emergenza. Serve un cambio di rotta nei modelli assistenziali che garantisca la qualità dell'assistenza nei reparti, evitando che l'abbattimento delle liste d'attesa avvenga esclusivamente sulla pelle dei lavoratori e dei malati piemontesi.
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