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Il caso
24 Febbraio 2026 - 14:08
Circoscrizione 7
Lo stereotipo della “bionda oca” irrompe e accende lo scontro politico. È successo durante il Consiglio di Circoscrizione 7 ieri, lunedì 23 febbraio, quando il consigliere Giardina si è rivolto alla collega con l’espressione: «La mia amica bionda», accusandola anche di essersi spinta nella sua vita privata.
Parole che hanno fatto scattare la replica immediata della consigliera Rodia. «Non mi occupo della vita privata di nessuno. Ho semplicemente richiamato un consigliere a occuparsi del proprio ruolo e del territorio», spiega, riferendosi a un post Facebook con cui Giardina annunciava la nascita del progetto “Cose di quartiere”. «I fatti parlano da soli», aggiunge.
Secondo Rodia, di fronte a un rilievo politico si sarebbe scelto «uno stereotipo sessista, un modo vecchio e fuori tempo per provare a sminuire una donna che esprime una posizione politica».
«Quando mancano gli argomenti si prova a trasformare il confronto in una battuta. Ma non fa ridere, dice solo molto sul livello del dibattito», afferma. E rincara: «Siamo nel 2026, usare “la bionda” come etichetta non sminuisce me, ma chi pensa sia ancora un modo accettabile di fare politica».
Rodia sottolinea anche che «il presidente del Consiglio è una donna, e pure bionda», rimarcando l’inadeguatezza dell’espressione in un contesto istituzionale.
Le scuse, spiega, «sono arrivate solo dopo il mio post pubblico». E conclude: «Continuerò a fare politica parlando di temi veri, quartieri, cittadini e responsabilità. È questo che ci si aspetta da chi siede in un’istituzione».
Solidarietà immediata in Aula dalla consigliera Genovese e intervento del presidente della Circoscrizione Luca Deri durante la seduta. «Il giorno dopo siamo tutti bravi a prendere le distanze», osserva Rodia, lasciando intendere che il problema non sia solo una frase, ma il clima del confronto politico.
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