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L'evento
26 Febbraio 2026 - 12:00
La stagione teatrale in Strada Castello di Mirafiori 40 entra nel vivo con due appuntamenti che mettono al centro la memoria letteraria, la musica dal vivo e una riflessione profonda sulla figura femminile. Sotto la direzione di OltrePalco, la rassegna Sconfini propone un percorso che va dai grandi classici della lingua italiana alle eroine che sfidano il proprio destino, offrendo al pubblico di Torino uno sguardo contemporaneo su storie antiche.
Alle ore 20.45, di sabato 28 febbraio il palco ospita Gigi Colasanto in Che lingua!, un'esplorazione teatrale dedicata alla nascita e all'evoluzione della lingua italiana.
L'opera è una vera e propria esperienza sensoriale grazie alla colonna sonora originale eseguita dal vivo da Francesco Bevacqua. La musica non fa da sfondo ma diventa una trama che trasforma la storia della lingua in pura emozione.
Lo spettacolo attraversa i secoli sfogliando un ideale atlante dell'immaginario italiano, guidato dai giganti della nostra letteratura, partendo da Dante Alighieri e le origini, proseguendo con Alessandro Manzoni e la ricerca di un'unità per concludere con Carlo Collodi e Luigi Pirandello verso la modernità.
Dopo il debutto internazionale a Innsbruck (Austria) durante la Settimana della lingua italiana nel mondo, lo spettacolo approda al San Barnaba come prologo ideale al Dantedì.
Sabato 7 marzo in occasione della Giornata internazionale della donna, OltrePalco propone un dittico di performance soliste che esplorano il coraggio e l'anticonformismo femminile attraverso due figure archetipiche.
Nella prima parte, la figura shakespeariana di Ofelia smette i panni della vittima passiva dell'amore e del destino. Interpretata da Matilda Croce, questa Ofelia sfida direttamente il suo creatore (un autore che resta muto di fronte alla sua disobbedienza). Sotto la regia di Antonio Lauriola, la scena si trasforma in un ring: Ofelia non è più un agnello sacrificale ma una donna che rivendica il diritto di scrivere la propria storia.
A seguire, Manuela Marascio porta in scena una performance onirica basata sul diario latino di Vibia Perpetua, giovane cartaginese martirizzata nel 203 d.C. sotto Settimio Severo. Il tema sarà la solitudine intesa come rifugio e la forza spirituale come strumento di liberazione. La scenografia sarà costituita da un ambiente etereo e impalpabile curato da Sara Marenco. Prima ancora che santa, Perpetua viene raccontata come una donna in cerca di autodeterminazione e di un senso rinnovato del vivere.
Il filo conduttore di queste serate è la ricerca di ciò che ci definisce come esseri umani e come comunità. Da un lato la lingua, intesa come casa comune, dall'altro il palcoscenico, inteso come spazio in cui le donne possono finalmente riscrivere il proprio ruolo.
Dalla Innsbruck di oggi alla Cartagine del III secolo, passando per il Medioevo di Dante, la rassegna Sconfini invita il pubblico a cercare risposte alle domande fondamentali del presente nel buio della platea e nella forza della parola teatrale.
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