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27 Febbraio 2026 - 09:20
Massimo Sacchi, 60 anni, mostra la medaglia ricevuta
Ha prestato servizio nelle questure di mezza Italia: Torino, Roma, Novara, Palermo, Bolzano, Caserta, Trieste. Trentanove, gli anni di onorato servizio nella polizia, 25 dei quali trascorsi al commissariato San Donato di via Pinelli, nel capoluogo piemontese. «Ricordo quando in questo commissariato, a firmare, veniva Maurizio Minghella, il famoso serial killer. Che tipo era? Gentile, con noi agenti faceva finta di essere educato. Ma sono proprio quelli i tipi peggiori». Parole di Massimo Sacchi, 60 anni, sostituto commissario che adesso va in pensione e ieri, al commissariato San Donato di via Pinelli, è stato festeggiato dai colleghi con cui ha trascorso anni e anni di servizio.
Una targa, poi un brindisi, tanti applausi e sorrisi per un uomo che ha dedicato la sua vita al prossimo, servendo lo Stato. «A Massimo va il nostro ringraziamento, per tutto quello che ha fatto. Gli auguriamo il meglio per il suo futuro», sono state le parole di Elena Prin Abeil, la dirigente del commissariato San Donato. A festeggiare Massimo Sacchi c’era anche Alice Rolando, dirigente in via Pinelli dal 2010 al 2016. «Avere Massimo come collega - ha detto Alice Rolando - è stata una fortuna, per me. E’ stato un bravissimo poliziotto e una persona di grande volontà, con un carattere splendido. Anche se - ha scherzato - nelle gare di corsa non mi ha mai battuta».
Per Massimo Sacchi, adesso, ci sarà la meritata pensione. «Mi rendo conto solo adesso di avere trascorso 39 anni nella polizia. La polizia - ha ricordato Massimo Sacchi - l’ho vista cambiare letteralmente, dagli anni ‘80 ad oggi. Ricordo lo sgombero del Leoncavallo a Milano, quando ero al Reparto mobile, ma sono stato anche in questura e nei vari commissariati, ho girato mezza Italia dove ho sempre cercato di coprire incarichi che rispettassero le mie capacità e le mie competenze. Mi reputo soddisfatto». Sgombero del Leoncavallo a Milano, faccia a faccia col serial killer Minghella, tante operazioni condotte in strada. Ma c’è un ricordo a cui il sostituto commissario è particolarmente legato: «Il salvataggio di una mia coetanea che stava affogando nel Po, nel 2006. Salvataggio per il quale ho ricevuto una medaglia. Alla premiazione ho invitato tutta la mia famiglia e con mio figlio, che oggi ha 25 anni e pilota gli aerei, ancora adesso raccontiamo quell’episodio». Ieri in via Pinelli, a celebrare Massimo Sacchi non c’erano solo colleghi poliziotti, ma anche un aspirante campione delle moto: Alberto Surra, 22enne torinese giovane promessa, con la Ducati, del mondiale Superbike. Oltre a Sacchi, il commissariato ha salutato anche il vice-ispettore Vincenzo Sollo, che ora passerà alla polfer. E cosa farà adesso, Massimo Sacchi? «Viaggerò e giocherò a tennis».
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