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la fake news

«Nessuno rapisce bimbi per rubare i loro organi». Ma i genitori non credono alle smentite

Dopo Piossasco e Pinerolo, altri sindaci e Comuni cercano di rassicurare ma la fake news continua a circolare

«Nessuno rapisce bimbi per rubare i loro organi». Ma i genitori non credono alle smentite

«Nessuno rapisce bimbi per rubare i loro organi». Ma i genitori non credono alle smentite

Prima sono stati Piossasco e Pinerolo. Adesso si sono aggiunti Leinì, Grugliasco, Nichelino, Rivoli, Nole, Santena e altri ancora. Sindaci, assessori e, più in generale, amministrazioni comunali che stanno cercando in ogni modo di far capire a genitori e nonni preoccupati che sul territorio non si aggira nessun furgoncino bianco con a bordo rapitori di bambini, che nessuno è stato aggredito di fronte a una scuola o asilo e non ci sono stati rapimenti di alcun tipo. Tutto inutile. Il messaggio che lancia l’allarme continua a rimbalzare di cellulare in cellulare, di profilo in profilo, alimentandosi delle comprensibili paure delle famiglie e della meno comprensibile incapacità di verificare una notizia attraverso le fonti ufficiali o gli organi di informazione.


Il meccanismo è quello classico delle leggende metropolitane. Storie più o meno verosimili che si diffondono a macchia d’olio - una volta attraverso il semplice passaparola, adesso in modo ancora più veloce con chat e social - facendo leva su qualche timore diffuso e comune. E spesso su pregiudizi difficili da estirpare. Proprio come in questo caso: il messaggio che si è diffuso in tutta la provincia di Torino (e non solo, segnalazioni di casi simili arrivano da mezza Italia) parla di «quattro neri» (il pregiudizio) che userebbero «un furgone bianco» per avvicinare bambini e «rapirli per espiantare loro gli organi» (il timore comune). La “traccia” è questa ma il Comune in cui si muoverebbero cambia di volta in volta, così come il mezzo di trasporto o gli scopi (i bambini possono essere rapiti per essere rivenduti, per violentarli e così via).

E quindi ecco la “discesa in campo” delle amministrazioni comunali che, sempre tramite social, stanno cercando di riportare la calma. Con scarsi risultati: non solo il messaggio continua a circolare ma sui social, nei post dei Comuni e dei sindaci, si leggono commenti secondo i quali «ci nascondono la verità», o «invece è vero, me lo ha detto mio cugino» e si cita non si sa bene perché Epstein o il caso (questo sì vero) del tentato rapimento in un supermercato di Caivano, in Campania, avvenuto però a opera di un folle e non di una qualche organizzazione. Insomma, un gran minestrone senza alcuna logica. E la fake news continua a correre.

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