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Dopo i nomadi, i rifiuti. Maxi discarica sullo Stura: «I rifiuti possono finire nel torrente»

La denuncia della Circoscrizione 6: «E’ imbarazzante che nessuno provveda allo sgombero»

Dopo i nomadi, i rifiuti. Maxi discarica sullo Stura: «I rifiuti possono finire nel torrente»

Dopo i nomadi, i rifiuti. Maxi discarica sullo Stura: «I rifiuti possono finire nel torrente»

Copertoni, elettrodomestici, mobili. Anche il grande peluches di un orso che dopo aver rallegrato le giornata di qualche bambino fortunato è finito gettato tra i rifiuti. E neanche in una discarica regolare ma in quella, abusiva e sempre più grande, che si trova in lungo Stura Lazio a Torino.

Siamo sulle rive del torrente, all’altezza del capannone Fpt ma in un’area che la vegetazione ben nasconde alla vista dei passanti, raggiungibile comodamente grazie a una strada sterrata che si inoltra nella zona che negli scorsi anni era diventata tristemente nota per ospitare una enorme baraccopoli di nomadi. Un’area dove purtroppo il degrado non è quindi di certo una novità, anche se negli ultimi tempi la quantità di rifiuti abbandonati dai soliti maleducati è ancora aumentata: «La situazione di lungo Stura Lazio perdura da 50 anni» sottolineano infatti Valerio Lomanto e Giulia Zaccaro, rispettivamente presidente e coordinatrice all’ambiente della Circoscrizione 6. «E’ imbarazzante - aggiungono - che nessuno abbia effettivamente provveduto allo sgombero e alla rimozione di tutto il materiale che è stato impropriamente accumulato nel corso del tempo, fra cui ingenti cumuli di rifiuti in prossimità del fiume». Il rischio è anche quello che i rifiuti non restino “solo” sul terreno. «Basterebbe un aumento di portata delle acque - spiegano Lomanto e Zaccaro - affinché tutto finisca in acqua e faccia ancora più danni. Questa è tutto tranne che tutela fluviale. Occorre intervenire tempestivamente e non aspettare che la situazione degeneri oltre».


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