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Economia & Trasporti

Alta velocità, l'Antitrust apre i binari ai francesi. Ma c'è il "guaio" Torino

Via libera a Sncf, 18 canali orari contro Frecciarossa e Italo. Servizio dal 2027 tra Torino, Napoli e Venezia

Alta velocità, l'Antitrust apre i binari a Sncf: 18 canali garantiti e partenza dal 2027

C’è un nuovo fischio in arrivo sulle linee dell’Alta velocità italiana. Dopo mesi di attesa, l’Autorità garante per la concorrenza e il mercato ha accettato gli impegni di Rete ferroviaria italiana: il segnale è verde per l’ingresso di SNCF nel mercato AV. Basterà a cambiare l’equilibrio tra operatori e a offrire ai passeggeri più scelta e servizi migliori? La partita è aperta, e si gioca tanto sui binari quanto sulle regole.

COSA PREVEDE L’OK DELL’ANTITRUST

L’Antitrust evidenzia che Rfi “assegnerà al nuovo entrante un pacchetto minimo di 18 canali orari sulle direttrici Alta Velocità (Torino-Milano-Roma e Torino-Milano-Venezia), garantendone la stabilità per dieci anni”. È il cuore dell’intesa: tracce certe e durature, condizione chiave per programmare un’offerta competitiva. Non solo. Rfi “interverrà sulle regole del Prospetto Informativo della Rete adeguandole espressamente ai principi europei relativi al miglior utilizzo dell’infrastruttura, alla tutela delle esigenze dei passeggeri e alla promozione della concorrenza”. Sul piano operativo, è prevista “una disciplina transitoria a tutela del ‘nuovo entrante’ e di quelli futuri, con priorità nell’assegnazione di capacità disponibile o sottoutilizzata”, così da permettere una crescita graduale dell’offerta. Misure giudicate dall’Autorità “idonee a rimuovere le criticità concorrenziali ipotizzate” all’avvio dell’istruttoria, partita nel 2025 su segnalazione della compagnia francese. In altre parole, la porta è ufficialmente socchiusa: sta agli operatori spingerla e varcarla.

IL PIANO DI SNCF VOYAGES ITALIA

Dal lato francese, l’apprezzamento è netto: Sncf plaude perché “l’attuazione della prima parte di questi impegni, che consiste nel riconoscimento immediato di una prima parte delle tracce ferroviarie richieste, è indispensabile per consentire a Sncf Voyages Italia di avviare il piano di investimenti annunciato”. Il progetto è ambizioso: una nuova offerta AV dal mese di settembre 2027, con 15 treni ad alta velocità di nuova generazione e 13 viaggi di andata e ritorno al giorno. Nove collegamenti tra Torino e Napoli, quattro tra Torino e Venezia: due assi strategici, che incrociano il cuore economico e turistico del Paese. È un disegno industriale che promette frequenze, capillarità e, potenzialmente, nuove combinazioni di orari dove oggi la domanda cresce e i margini di miglioramento esistono.

LE CONDIZIONI RICHIESTE: CAPACITÀ, MANUTENZIONE, OMOLOGAZIONE

C’è però un elenco di condizioni affinché il piano decolli. Da Parigi si chiede la “rapida attuazione degli impegni supplementari, rivedendo l’evoluzione dei criteri di assegnazione della capacità, al fine di assicurare a breve termine a Sncf Voyages Italia l’accesso alle tracce ferroviarie supplementari richieste”. Senza tali garanzie, avverte la società, “non dispone delle condizioni necessarie per giustificare l’investimento e proseguire le sue operazioni”. Capitolo cruciale è la manutenzione, insieme all’omologazione dei treni: “indispensabile” avere “certezza di poter accedere alle strutture di manutenzione in Italia e di ottenere l’omologazione dei treni”. A dicembre scorso l’Autorità dei trasporti ha già stabilito che Sncf ha titolo ad accedere agli impianti di servizio dello scalo ferroviario di Torino. Eppure, finora, le aree di manutenzione prospettate da Rfi e Trenitalia non sono state ritenute idonee dalla società francese.

IL NODO DEGLI IMPIANTI: 13 SOPRALLUOGHI E UNA SOLUZIONE DI LUNGO PERIODO

La ricognizione è stata ampia: 13 sopralluoghi nelle città indicate da Sncf – Milano, Torino e Napoli. Sul tavolo c’è anche l’ipotesi di un impianto dedicato per una soluzione di lungo periodo: servono spazi adiacenti ai binari esistenti o la realizzazione di nuovi fasci di binari, per garantire l’operatività. Un investimento non banale, il cui onere di costruzione ricadrebbe su Sncf. Dal canto loro, Rete ferroviaria italiana e Trenitalia ribadiscono una posizione di “apertura e piena collaborazione”.

REGOLE, CONCORRENZA E PASSEGGERI: DOVE SI GIOCA LA VERA PARTITA

La concorrenza, in ferrovia, non corre soltanto su ruote d’acciaio: spesso si decide su “binari di carta”, nelle pieghe di criteri di assegnazione e principi regolatori. La revisione del Prospetto Informativo della Rete in chiave europea – miglior uso dell’infrastruttura, tutela dei passeggeri, promozione della concorrenza – è la bussola che può guidare il mercato verso più efficienza. Cosa significa per chi viaggia? Più operatori di solito equivalgono a più scelte, a un ventaglio di orari più ampio, a servizi che si differenziano e si perfezionano. I prezzi? La storia insegna che la competizione può spingere verso offerte più aggressive, ma l’esito dipenderà dall’effettiva disponibilità di capacità, dalla stabilità delle tracce (quelle 18 “garantite per dieci anni”) e dalla tempestività con cui si scioglierà il nodo della manutenzione.

LE PROSSIME MOSSE

Il calendario indica una data chiave: settembre 2027, quando Sncf punta ad avviare la sua offerta AV. Tra oggi e quella scadenza serviranno passaggi tecnici e amministrativi chiari: conferma delle tracce, implementazione della disciplina transitoria, accesso agli impianti di servizio e alle aree di manutenzione, omologazione dei treni. È un percorso che richiede coordinamento e rapidità decisionale. Se i binari regolatori saranno ben allineati, il treno della concorrenza potrà davvero partire in orario.

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