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Il caso
12 Marzo 2026 - 12:48
Acque contaminate sotto al distributore di benzina Esso di via Bogino
Se la volatilità del prezzo della benzina, a causa del conflitto in Iran, è alta, nel Torinese la preoccupazione, per alcuni, è doppia. In particolare per i gestori di 5 distributori di carburante. Dopo il cambio di proprietà della rete di impianti che operano con il marchio Esso, i benzinai piemontesi, che temono di perdere il lavoro.
Come mai? Perché Esso, in Italia, non è più presente direttamente dal 2018, quando gli impianti furono rilevati dalla società britannica EG Group. Nel 2025 la stessa azienda ha deciso di cedere l’intera rete nazionale a un consorzio composto da cinque società:
Una decisione che ha aperto uno scenario di forte incertezza per i lavoratori del settore. A lanciare l’allarme è stato il presidente di Faib Confesercenti, Vincenzo Nettis, intervenuto in commissione Lavoro, questa mattina. «Nei sette anni di gestione di EG Group non sono stati fatti investimenti sul territorio e il confronto con le società è diventato sempre più difficile», ha spiegato.
La situazione potrebbe complicarsi ulteriormente con l’arrivo del nuovo consorzio. Nel Torinese sono presenti 75 impianti — 175 in tutto il Piemonte — che dovranno essere suddivisi tra i nuovi operatori, con una possibile ripartizione soprattutto tra Pad Multienergy e Vega Carburanti (oltre a Dilella Invest e Giap).
Tra i gestori cresce il timore di una progressiva precarizzazione. «Il rischio — ha aggiunto Nettis — è che vengano estromessi gli attuali gestori e inseriti dipendenti part-time, con un servizio che difficilmente potrà garantire le attuali aperture di 11 o 12 ore».
Una prospettiva che perplime anche le istituzioni locali. L’assessore al Commercio di Torino, Paolo Chiavarino, ha definito lo scenario «preoccupante», sottolineando come il tema riguardi non solo l’occupazione ma anche il servizio e il presidio del territorio.
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