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L'arresto

Bottiglia rotta in mano e minacce sul bus: attimi di paura sulla linea 10

Un 20enne in stato di agitazione crea il panico tra i passeggeri vicino a corso Grosseto. Fermato dalla polizia locale dopo un intervento teso, è stato arrestato e condannato con rito direttissimo

Bottiglia rotta in mano e minacce sul bus: attimi di paura sulla linea 10

Lunedì 9 marzo, a bordo di un autobus della linea 10 GTT nelle vicinanze di corso Grosseto, a Torino, un 20enne senza fissa dimora di origine senegalese ha seminato paura tra i passeggeri impugnando il collo tagliente di una bottiglia di vetro rotta.

Secondo quanto ricostruito, alcuni giovani presenti alla fermata si sono rivolti a un agente della polizia locale del comando di Madonna di Campagna, che in quel momento si trovava nella zona per svolgere alcune notifiche urgenti. I ragazzi hanno segnalato la presenza sull’autobus di un uomo agitato che stringeva tra le mani il frammento di bottiglia, potenzialmente pericoloso.

Il vigile si è avvicinato al mezzo, ancora fermo alla fermata, cercando inizialmente di parlare con il giovane. L’uomo, però, non ha collaborato e ha continuato a rivolgersi ai passeggeri con atteggiamento nervoso. Nel frattempo, l’agente ha richiesto via radio l’intervento di altre pattuglie di supporto, mentre faceva scendere gli altri viaggiatori per mettere in sicurezza il bus.

La situazione è diventata più tesa quando il ventenne ha iniziato a minacciare l’agente, pronunciando frasi aggressive nei suoi confronti. Solo all’arrivo delle pattuglie del radiomobile della polizia locale, l’uomo ha gettato il pezzo di vetro fuori dal finestrino del mezzo.

Gli agenti sono, quindi, riusciti a bloccarlo e fermarlo, accompagnandolo negli uffici del comando. Il frammento di bottiglia è stato sequestrato come possibile oggetto atto ad offendere.

Nei confronti del giovane sono scattate diverse contestazioni: minacce e resistenza a pubblico ufficiale, rifiuto di fornire le generalità e porto di oggetti atti a offendere.

Su disposizione del Pubblico Ministero, l’uomo è stato arrestato e trasferito nelle camere di sicurezza del commissariato San Paolo. L'11 marzo si è svolto il processo per direttissima, che si è concluso con una condanna in primo grado a quattro mesi e venti giorni di reclusione.

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