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il caso in cucina

La ricetta pasquale (torinese) che quasi nessuno sembra ricordare

Una ricetta che circola sul web, ma che cuochi e libri di cucina regionale ignorano. Un piccolo mistero gastronomico tutto da risolvere

La ricetta pasquale (torinese) che quasi nessuno sembra ricordare

Tutto comincia con una ricerca sul web e una domanda semplice: esiste davvero un dolce tradizionale di Pasqua in Piemonte? Stando a diversi siti, sì: si chiamano ciambelle pasquali piemontesi e sarebbero la specialità regionale per eccellenza delle festività primaverili. Peccato che nessuno sembri ricordarsene.

Una food blogger piemontese, nata e cresciuta in regione, ammette di non averne mai sentito parlare in 48 anni di vita. Consultati i libri di cucina tradizionale piemontese di casa: nessuna traccia. Interpellato un cuoco piemontese insegnante in una scuola alberghiera: stesso risultato. Il mistero si infittisce.

Le ricette che circolano online — tutte praticamente identiche, probabilmente derivate dalla stessa fonte — descrivono un dolce lievitato a doppio impasto: un prefermento a base di farina, lievito e latte, al quale vengono poi aggiunti uova, burro e zucchero, sul modello dei grandi lievitati come colomba e panettone. Le ciambelle vengono formate a mano, fatte lievitare e poi cotte in forno.

Il problema è che nel secondo impasto non compare nemmeno un grammo di farina aggiuntiva. Provando a seguire la ricetta alla lettera, il risultato è un composto troppo liquido per essere lavorato a mano — adatto tutt'al più a uno stampo da torta. Un errore di trascrizione, probabilmente rimasto invariato in tutti i siti che si sono copiati a vicenda.

Con qualche modifica personale all'impasto, però, il risultato finale si è rivelato sorprendente: ciambelle soffici e profumate, perfette per la tavola di Pasqua. Tradizione autentica o leggenda gastronomica, poco importa: qualcuno le ha già adottate come nuovo rito di famiglia.

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