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IL PREMIO DALLA CAMERA DI COMMERCIO

Ecco chi è la torinese dell'anno

Una vita dedicata ai piccoli pazienti e oltre 450 pubblicazioni scientifiche

Ecco chi è la torinese dell'anno: una vita dedicata ai suoi piccoli pazienti

Questa mattina, domenica 15 marzo, al Teatro Alfieri di Torino si è svolta la cerimonia della Camera di Commercio torinese, presieduta da Massimiliano Cipolletta, che ha celebrato i valori del lavoro con la 49ª edizione del Premio “Torinese dell’Anno”, il 73° Premio della Fedeltà al Lavoro e il riconoscimento a diplomati eccellenti e imprese storiche. A ricevere il titolo, la dottoressa Franca Fagioli. Ecco chi è.

La torinese dell'anno 

Franca Fagioli, professoressa ordinaria di Pediatria all’Università di Torino, è la vincitrice del prestigioso riconoscimento. Direttrice del Dipartimento di Patologia e Cura del Bambino all’Ospedale Infantile Regina Margherita, guida la Struttura Complessa di Oncoematologia Pediatrica e il Centro Trapianti, centri di eccellenza nazionale per tumori e malattie ematologiche infantili. Autrice di oltre 450 pubblicazioni scientifiche e ha portato avanti progetti pionieristici che hanno contribuito alla crescita dell’oncologia pediatrica e della pediatria italiana. La sua attività non si misura solo nei traguardi accademici, ma soprattutto nella capacità di costruire una comunità di cura accanto a pazienti e famiglie, nella convinzione che la medicina sia sì ricerca e innovazione, ma anche vicinanza, ascolto e resilienza.

Un premio "alla sua dedizione e caparbietà - ha sottolineato Massimiliano Cipolletta - ma anche lo sviluppo della ricerca per arrivare a cure sempre più mirate e personalizzate, senza smettere di guardare alla prevenzione. Inoltre, questo premio porta con sé un riconoscimento più ampio a tutto il personale sanitario e universitario, dedito ogni giorno alla cura delle persone nei momenti di maggiore fragilità, ma anche impegnato a costruire la qualità del nostro futuro attraverso la formazione e la ricerca”.

La professoressa Fagioli ha così commentato il suo percorso professionale e personale: Ho sempre pensato che la medicina non fosse solo una professione, ma una scelta di responsabilità verso gli altri. L’Oncoematologia pediatrica mi ha insegnato che ogni bambino è prima di tutto una persona, con una storia, una famiglia e un futuro che meritano di essere protetti. In questi anni ho imparato che la cura non si esaurisce nella terapia, ma nasce dalla relazione, dall’ascolto e dalla presenza, soprattutto nei momenti più difficili. Ciò che porto con me non sono solo i risultati raggiunti, ma le persone incontrate lungo il cammino. È questo che dà senso al mio lavoro e alla mia vita: continuare a cercare, continuare a imparare, e non smettere mai di credere che ogni passo possa aprire nuove possibilità di cura e di speranza”.

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