È questo l’obiettivo del ddl “Semplifica Piemonte”, approvato dalla giunta regionale guidata da Alberto Cirio e ora atteso in Consiglio regionale per l’esame in commissione, con la prima discussione prevista per giovedì 26 marzo.
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Dopo Cresci Piemonte – la riforma urbanistica che promette di dimezzare i tempi dei procedimenti, compresi quelli del nuovo piano regolatore di Torino, la cui bozza è in discussione proprio oggi a Palazzo Civico – la Regione prova a mettere mano alla giungla delle proprie norme. E arriva la "ghigliottina bis". L’operazione che fa una sforbiciata netta: 42 leggi regionali e 30 articoli e commi cancellati in un colpo solo. Alcuni risalgono al 1975, quando internet non esisteva e l’idea che le amministrazioni potessero scambiarsi dati senza chiedere ai cittadini di ripeterli ogni volta sembrava fantascienza.
«Vorremmo essere ricordati più per le leggi tolte che per quelle aggiunte», rivendica Cirio. Tradotto: meno carta, meno procedure e – nelle intenzioni – meno passaggi inutili negli uffici pubblici. «Questo vuol dire anche aumentare il Pil», continua il governatore.
Il bersaglio dichiarato sono soprattutto le richieste di dati già in possesso della pubblica amministrazione. Secondo l’assessore regionale alla Semplificazione Gian Luca Vignale, quasi il 30% delle domande presentate contiene informazioni che l’ente ha già nei propri archivi. Ergo, informazioni inutili perché ripetitive e ridondanti. Il principio diventa quindi quello del “non aggravio”: se un dato esiste, non si chiede di nuovo. L’esempio più indicativo? L’Isee, che potrebbe essere recuperato direttamente dalle banche dati pubbliche una volta per tutte, e che poi può essere riutilizzato dall'Università, ad esempio, "per snellire le procedure di assegnazione delle borse di studio. O le tasse per le immatricolazioni", spiega la rettrice di UniTo Cristina Prandi.
Per l'occasione sono stati ben due i ministri chiamati a presentare il disegno di legge: il ministro per le Riforme Istituzionali, Elisabetta Casellati e quello per la PA Paolo Zangrillo.
Il piano punta su piattaforme digitali integrate e intelligenza artificiale per far dialogare gli archivi delle amministrazioni. Ambizione condivisa dal ministro Zangrillo, «La semplificazione è uno degli obiettivi che questo Governo sta realizzando, nella logica di rendere più semplice il rapporto con cittadini e imprese. Ne abbiamo già presentate quasi 500 in Consiglio dei ministri, poi approvate dalla Commissione europea, anche in linea con gli obiettivi assunti nel contesto del Pnrr», dice. Mentre per Casellati «la burocrazia è una tassa invisibile» che pesa sulla competitività del Paese, per questo il ministro si compiace della legge taglia-leggi di Cirio.
Accanto alla delegificazione, la Regione prevede anche un tavolo per la semplificazione, un team tecnico di supporto agli enti locali e un piano attuativo entro 90 giorni dall’approvazione della legge. Il suo "braccio operativo". Nel bilancio 2026-2028 sono previsti 13,5 milioni di euro per la copertura delle misure previste dal ddl.