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l'Interpellanza comunale

Villa Abegg chiusa ai cittadini: scoppia il caso in Comune

Il tema riguarda l’attuale utilizzo e la fruibilità del complesso, situato sulla collina torinese

Villa Abegg chiusa ai cittadini

Villa Abegg, nota anche come Vigna di Madama Reale, è al centro di un’interpellanza presentata in Consiglio comunale dai consiglieri di Torino Bellissima Pierlucio Firrao e Pietro Abbruzzese

Villa Abegg, nota anche come Vigna di Madama Reale, è al centro di un’interpellanza presentata in Consiglio comunale dai consiglieri di Torino Bellissima Pierlucio Firrao e Pietro Abbruzzese. Il tema riguarda l’attuale utilizzo e la fruibilità del complesso, situato sulla collina torinese, che risulta oggi sostanzialmente non accessibile al pubblico.

Il complesso si trova in strada Revigliasco 65 ed è composto da una villa storica e da un parco di circa 30mila metri quadrati. L’edificio, risalente alla seconda metà dell’Ottocento e oggetto di interventi nei primi anni del Novecento, rappresenta un esempio di architettura residenziale suburbana. L’area verde è caratterizzata da alberature di grandi dimensioni, percorsi interni e punti panoramici sulla città.

Secondo segnalazioni raccolte negli ultimi anni, il parco sarebbe stato accessibile in passato durante i fine settimana, mentre attualmente l’apertura al pubblico è limitata a occasioni straordinarie, come le giornate organizzate dal Fondo per l’Ambiente Italiano.

La situazione attuale è legata alla configurazione giuridica derivante dalla donazione effettuata nel 1983 dal filantropo svizzero Werner Abegg. In base a quanto illustrato dalla vicesindaca Michela Favaro, il parco è stato ceduto alla Città di Torino, mentre per la villa è stato previsto un diritto di superficie della durata di 99 anni a favore della Compagnia di San Paolo. Alla scadenza, fissata per il 1° marzo 2082, la proprietà dell’edificio passerà integralmente al Comune.

L’interpellanza presentata in Consiglio chiede all’amministrazione di chiarire le prospettive future del complesso, in particolare per quanto riguarda eventuali interventi di recupero, possibili destinazioni d’uso e modalità di apertura al pubblico.

Il tema sollevato riguarda la valorizzazione del bene e la sua accessibilità. I consiglieri firmatari dell’atto chiedono che vengano definite linee di intervento per rendere il complesso maggiormente fruibile, in coerenza con le finalità originarie della donazione.

Al momento non sono state comunicate decisioni operative, mentre resta aperta la discussione sul futuro utilizzo della villa e del parco.

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