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Il caso
17 Marzo 2026 - 16:57
Forse solo un gesto simbolico, comunque l’ennesima provocazione che incita alla violenza e che riaccende le tensioni in città. La bandiera di Israele data alle fiamme lunedì durante l’intervallo delle lezioni. Un atto che segue i recenti scontri che hanno coinvolto anche il liceo Einstein, già teatro di episodi di forte contrapposizione politica tra studenti e attivisti. L’episodio si inserisce in un clima già incandescente. Nei mesi scorsi, proprio davanti all’istituto di via Bologna, si erano verificati momenti di tensione tra studenti e militanti di destra arrivati per un volantinaggio: ne era nato un parapiglia con l’intervento della polizia e il fermo di un minorenne, poi denunciato per resistenza e lesioni. Da lì, la mobilitazione studentesca non si è fermata. Cortei, assemblee e presidi si sono susseguiti, spesso intrecciandosi con le manifestazioni pro Palestina che negli ultimi mesi hanno portato migliaia di persone in piazza.
In più occasioni, durante queste proteste, si sono registrati gesti simbolici forti: immagini di leader politici bruciate e atti dimostrativi contro simboli occidentali o israeliani. L’ultimo episodio, con la bandiera incendiata al termine del corteo, richiama dinamiche già viste in città: anche in manifestazioni precedenti, il rogo del vessillo israeliano aveva segnato il culmine della protesta, tra slogan e momenti di tensione con le forze dell’ordine. Secondo la ricostruzione delle forze dell’ordine, il gesto sarebbe stato compiuto da una frangia del corteo, mentre la maggior parte dei partecipanti si disperdeva. L’episodio ha immediatamente sollevato reazioni politiche e istituzionali di condanna che sono arrivate da esponenti di diversi schieramenti, che parlano di «atto grave» e di «deriva pericolosa», mentre dal mondo studentesco si sottolinea la natura simbolica della protesta, legata al conflitto in Medio Oriente. Resta ora da chiarire se vi saranno conseguenze giudiziarie: le forze dell’ordine stanno analizzando immagini e video per identificare i responsabili. Nel frattempo, il caso Einstein torna a essere un osservatorio privilegiato delle tensioni che attraversano una parte del mondo giovanile, dove la protesta politica si mescola sempre più spesso a gesti estremi e divisivi. Un segnale che, al di là del singolo episodio, racconta una frattura più profonda, destinata a far discutere ancora.
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