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Lutto a Torino

Addio a Paola Giubergia, la signora della natura

Nata ad Asunción nel 1951, moglie di Guido (Ersel); vita tra giungla e Baldissero. Funerale alla Gran Madre

Addio a Paola Giubergia, la signora della natura

Ci sono vite che profumano di terra bagnata e sale di mare, di legno antico e viti secolari. Vite capaci di attraversare una giungla adolescenziale a cavallo e poi di mettere radici in una collina di campagna, con l’ostinazione gentile di chi ama. Paola Giubergia era così: una “signora della natura”, come la ricordano in famiglia. Moglie di Guido, presidente di Ersel — una delle più grandi banche private indipendenti d’Italia —, nata ad Asunción, in Paraguay, nel 1951, da una famiglia friulana emigrata per lavorare nell’agricoltura. La sua scomparsa lascia un vuoto che sa di silenzio buono, come quello dei boschi all’alba.


“Mia mamma Paola era una donna che rispettava la vita e la natura”, racconta la figlia Francesca. Cresciuta in Paraguay, tra racconti che sapevano d’avventura, aveva studiato Scienze naturali. A Torino, dove la famiglia rientrò a causa dei disordini nel Paese sudamericano, il padre divenne professore di Agronomia all’università. Paola, oltre alla formazione scientifica, ebbe anche esperienze come fotomodella: tra i ricordi, una copertina di TV Sorrisi e Canzoni. Gli aneddoti sulla sua infanzia erano tutti avventurosi: della sua vita vissuta nella giungla, del suo andare a scuola a cavallo.

L’amore con Guido nacque presto: avevano entrambi 18 anni. Si conobbero tramite un amico che faceva gare di motocross. Nel 1976 le nozze, a Baldissero, nella chiesetta della frazione di Valle Ceppi. Da quel legame sono nati tre figli: Francesca (l’unica che oggi segue le attività di famiglia), Lorenzo, architetto, e Giacomo, elaboratore di macchine e pilota.

Insieme scelsero la campagna di Baldissero Torinese come casa. Paola divenne imprenditrice dell’azienda di famiglia, custode di una vigna storica del Seicento dove sopravvive il Cari, un raro vitigno autoctono. Attorno, una piccola arca domestica: mucche, cavalli, daini del bosco, conigli. “Era appassionata di piante e animali, ed era molto competente. Amava stare in natura, il mare e gli esseri viventi. Una vera tuttofare: sapeva aggiustare ogni cosa che in casa si rompeva. Insegnava nuoto ai bambini, guidava come capitano una squadra di softball

Il funerale si terrà mercoledì 18 alle 12, nella chiesa della Gran Madre di Torino. Un luogo simbolo, dove la città abbraccia il fiume: il posto giusto per salutare una donna che aveva fatto della natura la propria casa e del rispetto la sua regola.

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