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Verso il voto
21 Marzo 2026 - 07:40
Ultimi comizi, appelli e strette di mano, prima del silenzio elettorale. C'è chi ha scelto location più esclusive, come la Camera penale Vittorio Chiusano di Torino (traino della campagna per il "Sì"), che ha scelto il ristorante e club One di corso Massimo D'azeglio. Chi più popolari, come il Partito democratico, che, insieme alla Cgil, ha optato per piazza Madama Cristina, sede del mercato coperto del quartiere di San Salvario. E c'è chi, infine, ha deciso di utilizzare l’ultimo giorno utile di campagna, in un luogo che è un po' un "fortino ideologico". La location scelta da Avs e Sinistra Ecologista è piazza Santa Giulia, nel quartiere Vanchiglia, militarizzato per mesi dopo lo sgombero del centro sociale Askatasuna, lo scorso 18 dicembre.

Roberto Capra
A Torino si è chiusa così la campagna referendaria sulla riforma della magistratura: con le piazze divise, i toni accesi e la sensazione che sia necessario darsi da fare fino all’ultimo minuto. «Bisogna dire sì perché il giudice deve essere davvero terzo. Questa riforma va in quella direzione», afferma netto Roberto Capra, avvocato penalista della Camera penale Chiusano. «Ci sono poi altri motivi, come sottrarre alla logica delle correnti la composizione della magistratura», aggiunge. «Non serve questa riforma, servono investimenti veri», ribatte la capogruppo Avs in Regione Alice Ravinale sull'altro palco, insieme a Nicola Fratoianni, Benedetta Scuderi, Marco Grimaldi, Jacopo Rosatelli. E ancora gli fa eco il segretario regionale del Pd Domenico Rossi: «Questa riforma non risolve nessuno dei problemi della giustizia. Serve solo al governo che vuole magi più allineata e debole». Concetto avallato dal segretario generale Cgil Lugi Giove: «La giustizia non c’entra nulla, si riducono gli spazi di democrazia», accusa. E oltre al segretario sono poi anche Andrea Giorgis e Gianna Pentenero (Pd) a intervenire in favore del "No". Mentre il Movimento 5 Stelle sceglie di battere via Garibaldi «per spiegare questa disastrosa riforma ai cittadini», annuncia il capogruppo in Comune Andrea Russi, insieme alla deputata Chiara Appendino.
Intanto, nelle scorse settimane, Torino è diventata una piccola capitale politica. Sono passati Elly Schlein e Giuseppe Conte per il "No", mentre il "Sì" ha schierato il ministro Carlo Nordio e il sottosegretario Andrea Delmastro (FdI). Senza dimenticare l'appuntamento della Lega, con Riccardo Molinari. Adesso tocca agli elettori. Niente più palchi: solo una scheda e una croce.
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