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23 Marzo 2026 - 16:41
Lo spoglio è ancora in corso, ma il dato che emerge con sempre maggiore chiarezza è la prevalenza del No nel referendum. Un risultato che sta già alimentando le prime reazioni politiche. Dal fronte della maggioranza, il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera Galeazzo Bignami sottolinea: «È ovvio che quando gli italiani si esprimono è sempre da accettare il risultato, tanto più che in questa tornata c’è stata un’affluenza particolarmente significativa, elevata, e credo sia sempre una buona notizia». Bignami rivendica anche il percorso politico che ha portato al referendum: «Era un provvedimento che noi avevamo nel programma elettorale, avevamo il dovere di portarlo avanti perché era un impegno che avevamo assunto nei confronti degli italiani e abbiamo chiesto agli italiani di esprimersi. Se Meloni è rimasta male per l’esito del referendum? Certamente sperava in un risultato diverso».
«Gli italiani hanno deciso. E noi rispettiamo questa decisione. Andremo avanti, come abbiamo sempre fatto, con responsabilità, determinazione e rispetto verso il popolo italiano e verso l’Italia. Il governo ha fatto quello che aveva promesso, portare avanti una riforma della giustizia che era scritta nel nostro programma elettorale. L’abbiamo sostenuta fino in fondo e poi abbiamo rimesso la scelta ai cittadini e i cittadini hanno deciso e noi come sempre rispettiamo la loro decisione. Resta chiaramente il rammarico per un’occasione persa di modernizzare l’Italia, ma questo non cambia il nostro impegno per continuare con serietà e determinazione a lavorare per il bene della nazione e per onorare il mandato che ci è stato affidato». Così la premier Giorgia Meloni pubblicando un videomessaggio sui social.
«Prendo atto con rispetto della decisione del popolo sovrano. Il nostro intendimento era quello di attuare definitivamente il progetto ideato da Giuliano Vassalli con il processo accusatorio e consacrato dall’articolo 111 della Costituzione che definisce il giudice terzo ed imparziale. Abbiamo impiegato tutte le nostre energie per spiegare, in termini accessibili, la complessità di questa riforma. Non è nostra intenzione attribuire o meno a questo voto un significato politico. Ringraziamo la parte dell’elettorato che ci ha dato fiducia e comunque ci consola l’alta partecipazione al voto che conferma la solidità della nostra democrazia». Così il ministro della Giustizia Carlo Nordio in merito al risultato del referendum sulla Giustizia.
Il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte esulta sui social con un messaggio breve ma netto: «Ce l’abbiamo fatta! Viva la Costituzione!» e ha aggiunto che l'esito del referendum«è un avviso di sfratto al governo, dopo 4 anni. Un segnale forte, politico». Più duro il giudizio di Matteo Renzi, che legge il risultato come un segnale politico preciso nei confronti dell’esecutivo: «La partita mi pare ormai chiusa. Il No a sorpresa ha vinto il referendum. Oggi si consuma un fatto politico enorme: quando il popolo parla, il Palazzo deve ascoltare. Questo è un passaggio molto importante per Giorgia Meloni. Da anni ci racconta di essere benedetta dal popolo ma oggi il messaggio è forte e chiaro: una sconfitta sonora del governo e del modo arrogante con cui il governo ha fatto questa riforma».
«Abbiamo vinto, una maggioranza del Paese ha fermato una riforma sbagliata. Una vittoria ancora più bella, perché partivamo da una sconfitta annunciata, invece abbiamo ribaltato quell’esito. Hanno fatto la differenza i giovani, nonostante non potessero votare i fuorisede». Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein in una conferenza stampa al Nazareno.«Ci sono più elettori di destra che hanno votato No che il contrario».
«Una splendito messaggio anche per l’opposizione, da qui in avanti cambia il vento, la musica, si comincia a guardare alle elezioni con altro spirito». Lo dice Nicola Fratoianni sul risultato del referendum. «Il risultato del referendum pare ormai consolidato con circa il 45% dei sì e il 55% di no e quindi viva chi ha vinto. Noi proseguiremo con il governo per far sì che il nostro paese esca dalle attuali crisi internazionali». Così il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Paolo Barelli, negli uffici del suo partito a Montecitorio.
«Si è dimostrato che la Costituzione non va cambiata, non va stravolta, ma va applicata. È un messaggio di unità. Visto questo bellissimo risultato, questa bellissima giornata, noi pensiamo che sia anche utile dire a tutti quelli che vogliono festeggiare con noi che verso le 18-18.30 possiamo ritrovarci a piazza Barberini. È cominciata una nuova primavera nel nostro Paese». Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini.
«Come ampiamente e pubblicamente previsto ha prevalso il No. L’Italia ha una tradizionale propensione a mobilitarsi ‘contro’ che è stata favorita anche da una campagna sbagliata e inutilmente aggressiva della destra che ha determinato una reazione di rigetto del paese che va oltre il merito della riforma. È chiaro che dietro ai numeri di questa partecipazione - comunque straordinaria e positiva, soprattutto di questi tempi - c’è anche un giudizio sulla qualità del governo nell’affrontare i problemi economici, sociali e internazionali. Io credo che la vicinanza, mai smentita, a Trump abbia danneggiato molto Meloni e l’esecutivo. Esiste la necessità di dare rappresentanza a chi vuole che il paese cambi e che oggi si trova intrappolato tra gli opposti estremismi di destra e sinistra». Così il leader di Azione Carlo Calenda.
++Notizia in aggiornamento++
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