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Automotive
24 Marzo 2026 - 11:40
Sembra un’onda lunga che cresce silenziosa e costante. Ma i numeri dicono che il rumore, ormai, è forte e chiaro: a Torino, il 24 marzo 2026 alle 10:15, AlixPartners ha messo nero su bianco la traiettoria dell’automotive europeo. I produttori cinesi guadagnano terreno, e lo faranno ancora: entro il 2030, 0,8 milioni di veicoli in più e una quota che dal 9% salirà al 13%. Davvero possiamo ancora permetterci di aspettare?
I numeri di AlixPartners
Il quadro delineato è netto: l’Europa affronta volumi stagnanti e una sovraccapacità produttiva destinata a intensificarsi, anche per la progressiva localizzazione dei costruttori cinesi nel continente. È in questo contesto che AlixPartners prevede un aumento di 0,8 milioni di immatricolazioni cinesi entro il 2030, con la quota di mercato in Europa che salirà dal 9% al 13%. Non un’ipotesi, ma una tendenza già in atto.
Italia, dove la breccia è già aperta
Il termometro nazionale registra la febbre prima di altri. In Italia, spiega AlixPartners, la quota dei brand cinesi è passata dal 3% nel 2024 al 6% nel 2025, fino al 7% nell’ultimo trimestre, trainata da BYD, Chery e Leapmotor (che è partecipata da Stellantis, giova ricordarlo). È un indizio o una prova? Guardando la curva, sembra più la seconda.
E c'è sul tavolo una carta che il forum, forse, non sta considerando: gli stabilimenti dei costruttori europei stanno lavorando al di sotto della loro capacità; quella di Stellantis per esempio è attorno al 50%; da qui il piano, con interlocuzioni in corso, del ceo Antonio Filosa per aprire gli stabilimenti a nuovi partner cinesi, per "occupare" le linee. E, magari, cedere qualche quota se non addirittura dei brand: Maserati e Alfa Romeo come indiziati numero uno.
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