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L'addio
25 Marzo 2026 - 05:23
Gino Paoli 1934-2026
Inseparabili nella vita, uniti nella morte che se li è portati via a poco tempo di distanza. Se n’è andato così, Gino Paoli, martedì all’alba, a quattro mesi esatti dall’addio all’amica, e poi molto di più, di un’intera esistenza, Ornella Vanoni (21 novembre 2025). È morto nella sua casa genovese circondato dai suoi cari, era malato da tempo.
Aveva 91 anni, proprio come Ornella, nata il 22 settembre 1934, due giorni prima di lui, uno dei più grandi cantautori della storia moderna della musica italiana. Il destino unisce i grandi cuori, i sentimenti non muoiono. E Gino Paoli un grande e combattuto cuore lo ha avuto davvero.
Lo dice la sua dolce musica, i testi dei suoi brani, poesie musicali di intere generazioni: “Senza fine”, “Il cielo in una stanza”, “Sapore di sale”, “Che cosa c’è”, “La gatta”, “Una lunga storia d’amore”. Molto più di semplici canzoni, opere immortali che varrebbero lezioni universitarie.
E del cuore di Gino Paoli parla anche la sua vita, una vita che lui stesso cercò di togliersi nel 1963 in quella maledetta notte in cui decise di farla finita sparandosi un colpo di pistola nel petto. Il proiettile si fermò in un punto in cui non fece danni agli organi vitali, non gli fu mai estratto. Rimase lì, a sottolineare il malessere per il suo troppo amore, si parla di Stefania Sandrelli, con cui ebbe la figlia Amanda, mentre la moglie ufficiale, Anna, aspettava Giovanni. Nel 1991 sposò Paola, da cui ebbe altri tre figli.
Nato a Monfalcone, la famiglia si trasferì presto a Genova, città che lui considerò sempre sua. Qui l’inizio di una carriera lunghissima e l’incontro con la scuola genovese: Bruno Lauzi, Fabrizio De André, Umberto Bindi, Joe Sentieri, Giorgio Calabrese. Nel vicino Piemonte, in Monferrato, il buen retiro suo e della Vanoni.
Ma anche Torino divenne una sua casa, specie a inizio della sua lunga carriera. Erano gli anni Sessanta, quelli del Le Roi dove Lutrario lo accoglieva a braccia aperte. «Abbiamo perso uno dei più grandi cantautori italiani - racconta Toni Campa, oggi gestore del Le Roi - nella nostra sala c’è anche una foto con lui». E grazie a Toni Campa promoter, che nel 2005 il Teatro Alfieri di Torino ospitò sei date con Gino Paoli in occasione dei suoi settant’anni. Era accompagnato dalla Vanoni. «Fu un trionfo - continua Campa - fecero cinque serate insieme e una a ciascuno da soli, i biglietti andarono sempre sold out».
Così come fu un evento il suo concerto alla Reggia di Venaria, per il festival estivo, nel 2011. E Gino Paoli a Torino tornò altre volte nella sua veste di cantautore intellettuale. Fu ospite del Salone del Libro nel 2024, qui raccontò la sua vita. Fatta di alti, ma anche di tanti bassi.
Dalla droga, che gli causò due gravi incidenti stradali, all’evasione fiscale: nel 2008 avrebbe sottratto al fisco italiano 2 milioni di euro, frutto delle esibizioni alle feste dell’Unità. Lati bui di un artista controverso, sempre schivo, intimistico. Un artista dal cuore grande quanto le sue lotte interiori.
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