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Sanità
25 Marzo 2026 - 16:40
Immagine di repertorio
Il Piemonte amplia l'accesso ai sistemi di monitoraggio continuo della glicemia per tutti i pazienti diabetici in terapia insulinica, compresi quelli trattati esclusivamente con insulina basale. Una decisione che fa parte del nuovo piano socio-sanitario regionale 2025-2030, con l'idea di portare un cambiamento che faccia la differenza nella gestione della patologia. Si tratta di una misura che punta a estendere l'utilizzo delle tecnologie digitali nella cura del diabete, migliorando il controllo glicemico e garantendo maggiore equità di accesso. Basti pensare che in tutta la Regione, la patologia coinvolge oltre 300mila persone - più di 60mila solo a Torino - rendendo queste nuove idee una soluzione che potrebbe davvero fare la differenza.
Il tema è stato al centro del convegno "Diabete, l'unione fa la forza - insieme è più facile", promosso da Motore Sanità, che ha riunito esperti e istituzioni per fare il punto sulle prospettive di cura e organizzazione dei servizi. Il nuovo Piano introduce un modello che oltre a rafforzare il ruolo dell'assistenza territoriale, integra strumenti come la telemedicina e il Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0. I dati provenienti dai sensori saranno inseriti nei Percorsi Diagnostico-Terapeutici Assistenziali (Pdta), consentendo una gestione più efficace e personalizzata dei pazienti.
«Il diabete rappresenta oggi una delle principali sfide per i sistemi sanitari, non solo per la sua diffusione ma anche per l'impatto sulla qualità della vita e sulla sostenibilità delle cure» ha dichiarato Federico Riboldi, assessore alla Sanità della Regione Piemonte. «In Piemonte stiamo rafforzando la rete diabetologica e i percorsi di presa in carico multidisciplinare per garantire un'assistenza sempre più appropriata, continua e vicina ai bisogni delle persone».
Secondo gli specialisti, l'evoluzione tecnologica ha trasformato la gestione della malattia. Sensori e microinfusori permettono oggi un controllo più preciso della glicemia, riducendo il rischio di complicanze e migliorando la qualità della vita. «La tecnologia ha cambiato radicalmente la gestione del diabete, permettendo di raggiungere risultati prima difficilmente ottenibili, soprattutto per il timore delle ipoglicemie» ha spiegato Riccardo Fornengo, presidente Amd Piemonte e Valle d'Aosta (Associazione Medici Diabetologi). «Questi strumenti non sono semplici costi, ma veri investimenti sulla salute dei cittadini».
Un'apertura accolta positivamente anche dalle associazioni dei pazienti, che da tempo chiedevano un ampliamento dell'accesso ai dispositivi. «Si tratta di un passo avanti fondamentale per garantire equità di accesso, prevenzione delle complicanze e una migliore qualità di vita» ha sottolineato Cesare Muratore, presidente Gaped. «La tecnologia non è un optional, ma uno strumento clinico essenziale». Tra gli effetti attesi anche una riduzione delle visite ambulatoriali non necessarie e un alleggerimento delle liste d'attesa, grazie a una gestione più efficiente e continuativa della patologia.
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