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I dati
20 Marzo 2026 - 15:00
Il diabete rappresenta oggi una delle principali sfide per il sistema sanitario italiano, con un impatto economico che supera i 20 miliardi di euro all’anno. Questa cifra comprende sia i costi diretti, come farmaci e ricoveri, sia quelli indiretti, legati alla perdita di produttività e alla gestione quotidiana della malattia.
Secondo quanto emerso nel corso degli Stati Generali sul Diabete ospitati al CNEL, circa quattro milioni di persone in Italia convivono con questa patologia, a cui si aggiunge un numero significativo di casi ancora non diagnosticati. La necessità di una strategia nazionale strutturata per il periodo 2026-2028 è diventata quindi una priorità, con un approccio definito “per ecosistemi”, che integra innovazione tecnologica, assistenza territoriale, digitalizzazione e governance sanitaria.
Il ministro della Salute ha evidenziato come il diabete sia strettamente legato a stili di vita e determinanti sociali, sottolineando l’importanza di politiche che uniscano prevenzione, diagnosi precoce e una presa in carico continua del paziente.
Dai dati del Italian Barometer Diabetes Report 2025 emerge una maggiore incidenza della malattia nelle fasce più anziane: si arriva al 15,5% tra i 65 e i 74 anni e oltre il 20% negli over 85. Negli ultimi anni sono stati compiuti progressi, come l’introduzione di screening mirati e iniziative legislative che riconoscono condizioni correlate, come l’obesità, come vere e proprie patologie.
Le complicanze del diabete incidono profondamente anche sulla speranza di vita, riducendola mediamente di circa sei anni. Questo dato evidenzia, secondo gli esperti, la necessità di superare un modello di cura centrato esclusivamente sulla gestione clinica, a favore di un sistema integrato che includa ricerca, tecnologie digitali, prevenzione e percorsi personalizzati.
Un altro aspetto centrale riguarda la sostenibilità del sistema sanitario. La crescente diffusione della malattia, unita all’impatto sulla qualità della vita, rende indispensabile promuovere abitudini salutari, come una corretta alimentazione e una regolare attività fisica. In questo contesto, lo sport viene sempre più considerato un vero e proprio “farmaco naturale”, tanto che si sta discutendo la possibilità di introdurlo anche tramite prescrizione medica.
Secondo il presidente del CNEL, la chiave per affrontare la sfida del diabete è adottare una visione olistico-integrata, che metta al centro la persona e favorisca un ambiente sociale orientato alla salute. Questo approccio comprende interventi sull’educazione alimentare, la promozione del movimento e politiche di prevenzione diffusa.
Fondamentale anche il ruolo delle Regioni, chiamate a tradurre le linee guida nazionali in modelli organizzativi concreti, capaci di rispondere in modo efficace ai bisogni dei territori. Il rafforzamento delle politiche di prevenzione, insieme al miglioramento delle condizioni socio-economiche e ambientali, resta un elemento cruciale.
Infine, l’obiettivo condiviso dalle istituzioni è garantire continuità ai programmi di prevenzione già avviati e costruire un nuovo piano nazionale che possa coordinare in modo più efficiente gli interventi tra Governo e Regioni, con l’intento di rendere il sistema sanitario più resiliente, equo e orientato alla salute pubblica.
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