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26 Marzo 2026 - 19:07
L'inceneritore di Torino sarà ampliato: ecco cosa cambierà al Gerbido
A Torino c’era chi contestava l’ingrandimento del termovalorizzatore con la realizzazione della quarta linea che dovrebbe scattare il prossimo anno. Ma adesso all’orizzonte si profila il rischio di dover addirittura costruire la quinta.
A spiegare ai consiglieri regionali cosa sta accadendo, in commissione Ambiente, è stato Paolo Foietta, presidente dell’Autorità Rifiuti piemontese. All’attenzione dei consiglieri, Foietta ha portato una lunga serie di dati, uno dei quali in particolare è parso piuttosto allarmante: «Nel 2024 - ha spiegato - la produzione pro capite di rifiuti in Piemonte è stata di 162,6 chili. Non solo è aumentata di un chilo rispetto all’anno precedente ma secondo le previsioni, in realtà, avrebbe dovuto calare a 135 chili». Insomma, produciamo troppi rifiuti. Un trend non solo piemontese ma che qui rischia di avere ripercussioni pesanti. «Se non ci sarà una inversione di tendenza e si proseguirà con questi ritmi di crescita - spiega Foietta - nel 2035 avremo 150mila tonnellate di rifiuti in più rispetto al previsto. Il che vuol dire che nel termovalorizzatore sarebbe necessaria una quinta linea».
Una prospettiva che inquieta Alberto Unia (M5S): «Siamo sempre stati contrari all’ingrandimento dell’inceneritore. Il problema, purtroppo, è che a chi governa manca la volontà di investire seriamente sulla raccolta differenziata, sull’incentivazione delle pratiche di riciclo e riuso, sullo sviluppo di politiche energetiche che abbiano ad oggetto le fonti rinnovabili. La Destra non guarda al futuro, si rintana nel passato, e preferisce puntare su soluzioni che impattano sull’ambiente, sulla salute dei cittadini e sulle loro tasche. Lo stesso fa la Giunta Lo Russo e la sua maggioranza, che hanno deciso di candidare Torino ad ospitare la nuova linea di incenerimento».
Meno preoccupate sono Nadia Conticelli e Gianna Pentenero (Pd) che preferiscono sottolineare come «la quarta linea del termovalorizzatore quadruplicherà la potenzialità di produzione di termocalore da 189 a 850 gigawatt/h. Un’opportunità importante per implementare ed estendere la rete di teleriscaldamento. La neutralità ambientale dell’opera è collegata anche alla possibilità di usare tutto il calore prodotto. L’incremento dei rifiuti evidenzia come si debba incidere maggiormente sulla differenziazione. A fronte dei dati emersi, abbiamo chiesto che l’assessore Marnati torni a confrontarsi con la commissione».
E mentre si discute sulla possibile realizzazione della quinta linea, al Gerbido prosegue l’iter per la realizzazione della quarta. Se non ci saranno intoppi, entro l’estate Trm e Politecnico dovrebbero completare il progetto e nel 2027 dovrebbero scattare i lavori che dovrebbero finire nel 2032. L’anno successivo, l’entrata in funzione.
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