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Il caso
27 Marzo 2026 - 13:52
Uno accanto all’altro, quasi fianco a fianco. Una scena insolita per Maurizio Marrone e Jacopo Rosatelli, divisi in commissione Sanità soltanto dal presidente Vincenzo Camarda. Per una volta non apertamente contrapposti, anche se le frecciate non sono mancate.
Appena pochi mesi fa, Marrone chiedeva pubblicamente le dimissioni di Rosatelli per la partecipazione al corteo pro Askatasuna. Oggi, invece, i due assessori alle Politiche Sociali si ritrovano allo stesso tavolo istituzionale, nel confronto tra Regione e Comune sul piano sociosanitario 2025-2030.
Il contesto è quello del debutto di Marrone come vicepresidente della Regione Piemonte, dopo le dimissioni di Elena Chiorino dalla carica (ma non dalle deleghe a Lavoro e Istruzione), in seguito al caso “5 Forchette”, che ha trascinato fuori dal Governo il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro. All'alba della telefonata con il presidente Alberto Cirio, che ha ufficializzato l'investitura, le prime parole pubbliche di Marrone questa mattina.
E proprio da qui parte l’affondo politico: «Nelle polemiche mediatiche ci si sta dimenticando che non ha ricevuto alcun avviso di garanzia», sottolinea Marrone, difendendo Chiorino.
L’assessora, aggiunge, ha ammesso una “leggerezza” — utilizzando le stesse parole della premier Giorgia Meloni sul caso — ma «è giusto che continui a lavorare con le sue deleghe».
Parole che arrivano mentre le opposizioni chiedono a Cirio di escluderla dalla giunta, reputandola "inadeguata".
“Due pesi e due misure”
Il neo vicepresidente rilancia poi l’accusa di doppi standard: «Non mi sfugge che ci sono due pesi e due misure», dice.
Il riferimento è diretto al Comune di Torino e, in particolare, all’assessore comunale all’Urbanistica Paolo Mazzoleni, coinvolto in inchieste a Milano per presunte irregolarità urbanistiche come progettista dello studio Bruno Egger.
Nel mirino anche precedenti come le dimissioni nel 2024 di Roberto Fantini nell’ambito dell’inchiesta “Echidna” sulle infiltrazioni della ’ndrangheta.
«La magistratura deve fare il suo lavoro, così come la politica deve affidarsi alla buona fede dei colleghi», aggiunge Marrone.
Tensione sotto traccia con Rosatelli
Nonostante il clima istituzionale, resta evidente la distanza politica con Rosatelli.
L’assessore comunale mantiene toni prudenti: «Auguro buon lavoro. Non so se arriveranno anche deleghe al Lavoro e all’Istruzione nei prossimi giorni», alludendo alla totale resa di Chiorino. Ma la replica di Marrone è secca: «Più contestate e peggio è», segnale di una linea che non intende arretrare di fronte alle critiche.
Più peso per Torino
Sul nuovo incarico, Marrone chiarisce che la vicepresidenza ha soprattutto un valore di rappresentanza istituzionale, ma che, probabilmente, rafforzerà il peso di Torino in Regione Piemonte (essendo Chiorino biellese doc). Focus sulle deleghe operative, insomma, che restano Politiche sociali e Sicurezza, ma magari un peso maggiore del capoluogo negli affari regionali.
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