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Il caso

Prolungamento della Metro 1: «In arrivo 8,5 milioni da Roma»

La Regione rassicura, «Fondi entro 2 mesi», ma resta il rischio fallimento per la subappaltante Ici

metro torino lavori

Prolungamento Metro 1, via alla progettazione

Un paio di mesi al massimo. Il tempo necessario per il trasferimento alla partecipata della Città di Torino - InfraTo degli 8,5 milioni di euro da Roma necessari a fare sì che i cantieri lungo corso Francia resistano agli stenti degli ultimi mesi. La conferma arriva dall’assessore regionale alle Grandi Opere Enrico Bussalino proprio mentre, di contro, ieri pomeriggio veniva presentato per la prima volta al pubblico il progetto vincitore di design e infrastruttura della futura Linea 2 (da Porta Nuova a Rebaudengo, prevista entro il 2033).

Da quando, a fine agosto scorso, la Ici Spa, capofila degli appalti dei lavori da milioni di euro, ha fatto richiesta al Tribunale di Roma di concordato preventivo, in tanti lungo la filiera (soprattutto i creditori) si sono allertati. Perché il rischio è lo stallo. Diverse le aziende che hanno maturato crediti da centinaia di migliaia di euro nei confronti di Ici. Mentre le due cittadine coinvolte dai lavori (Rivoli e Collegno), chiedono da mesi di dare priorità ai cantieri in superficie. Ufficialmente, le lavorazioni nel prolungamento della linea 1, giunte all’80 per cento del completamento, proseguono: nelle stazioni Leumann e Cascine Vica è iniziata l’installazione delle porte di banchina e in fase di ultimazione l'ampliamento dell'officina e del nuovo deposito che ospitano i 4 treni Alstom. Ma i dubbi restano. E tanti. Perché l'azienda che si è aggiudicata il maxi appalto per l'estensione ad ovest dell'infrastruttura, entro il 15 marzo avrebbe dovuto presentare il piano di rientro. Ma così non è stato. «Vuol dire o che ha trovato i soldi o che va in fallimento», allertava il consigliere comunale Giuseppe Catizone (Lega) alla notizia. Lo scenario potrebbe essere invece diverso: Ici starebbe cedendo dei cantieri ad altre aziende, preparando una domanda di concordato aggiornata, entro i primi di aprile.

Un quadro che lascia perplessa la consigliera regionale Dem Nadia Conticelli, autrice, martedì scorso, di un'interrogazione sul tema. «Chiediamo un intervento più deciso della Giunta regionale affinchè siano garantiti tempi e finanziamenti per l’opera. La Regione non può limitarsi a fare da osservatore esterno», denuncia. Mentre il commissario straordinario InfraTo Bernardino Chiaia, ammette che per sbrogliare la matassa con Ici sarà necessario attendere ancora qualche mese. Peccato che è quel che si dice almeno da dicembre.

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