Cerca

Caccia all'uomo

Caccia a Elia Del Grande fra Cuneo e Torino: l’assassino evaso di nuovo dopo il permesso di Pasqua

Condannato per la "strage dei fornai" non rientra ad Alba: ricerche in Piemonte, decisione attesa dal magistrato di Torino

Caccia a Elia Del Grande fra Cuneo e Torino: l’assassino evaso di nuovo dopo il permesso di Pasqua

Sembra un copione già visto, eppure ogni volta torna a scompaginare le carte della fiducia pubblica: Elia Del Grande è di nuovo irreperibile. L’uomo noto come autore della “strage dei fornai”, cinquantenne originario della provincia di Varese, non ha fatto rientro alla casa-lavoro di Alba (Cuneo) dopo un permesso premio per Pasqua. La caccia si è riaperta in Piemonte, tra Cuneo e Torino, mentre sullo sfondo resta la domanda che inquieta: quante crepe può sopportare il sistema di controllo senza incrinarsi del tutto?


CHI È ELIA DEL GRANDE E PERCHÉ IL SUO NOME PESA ANCORA
Il 7 gennaio 1998, a Cadrezzate, Del Grande sterminò i genitori e un fratello a colpi di fucile. All’origine, secondo quanto ricostruito dai giudici, la contrarietà della famiglia alla relazione con una giovane donna originaria di Santo Domingo, della quale si era innamorato. Per quella mattanza fu condannato in via definitiva a 30 anni. In cella ha scontato 26 anni e 4 mesi, poi è uscito in libertà vigilata. In una prima fase si è trasferito in Sardegna, quindi è rientrato a Cadrezzate — oggi Cadrezzate con Osmate — dove conserva alcune proprietà. La misura si è però inasprita: a causa di una serie di presunte “gravi inadempienze” alle prescrizioni, il magistrato di Sorveglianza di Varese ha disposto il suo invio in una casa-lavoro per sei mesi. Parallelamente, a Torino, il magistrato di sorveglianza stava rivalutando la sua pericolosità sociale: l’ultima udienza si è tenuta il 26 marzo.



LA NUOVA FUGA: UN PERMESSO DI PASQUA CHE DIVENTA UN BUCO NERO
Dopo la rocambolesca evasione del 30 ottobre dalla casa-lavoro di Castelfranco Emilia (Modena), Del Grande avrebbe dovuto rientrare in una struttura analoga ad Alba. Non lo ha fatto. Ora è ricercato tra Cuneo e Torino, mentre la sua posizione — già al vaglio dell’autorità giudiziaria — si complica. È la faglia, nota e controversa, tra finalità rieducativa e tutela della collettività: i permessi premio restano strumenti preziosi, ma che cosa non ha funzionato nel controllo di un soggetto la cui pericolosità era in fase di rivalutazione?

IL PRECEDENTE: DUE SETTIMANE DI OMBRE TRA CANNETI E PEDALÒ
La prima fuga, tra il 30 ottobre e la sera del 13 novembre, si era conclusa vicino alla sua abitazione di Cadrezzate. A individuarlo furono i carabinieri del Ros con i colleghi della compagnia di Gallarate. In quei giorni il fuggitivo si era spostato più volte, anche con i pedalò, sfruttando la fitta vegetazione attorno al lago di Monate, tra Ternate, Travedona Monate e Cadrezzate con Osmate, “potendo anche contare su soggetti che lo hanno favorito”. Tra questi, secondo l’ipotesi investigativa, la compagna Rossella Piras, indagata dalla procura di Varese per favoreggiamento.

LE DOMANDE APERTE: TRA GARANZIE, CONTROLLI E RESPONSABILITÀ
Se già una volta Del Grande è riuscito a dileguarsi nel cuore di territori conosciuti — tra canneti, rive e strade di provincia — quanto è realistico confidare solo nella rete dei divieti e dei braccialetti amministrativi? Il sistema penitenziario vive per definizione di equilibri: da un lato la necessità di offrire percorsi di reinserimento, dall’altro l’obbligo di prevenire la recidiva e proteggere i cittadini. Nel suo caso, i segnali c’erano: inadempienze alle prescrizioni, un precedente di fuga, una pericolosità in discussione a Torino. La domanda, senza sconti ma senza forzature, resta tutta: la catena dei controlli ha perso un anello prevedibile?

RICERCHE TRA CUNEO E TORINO, IN ATTESA DI UNA DECISIONE
La caccia all’evaso è ripartita in Piemonte. I tasselli giudiziari corrono in parallelo: l’istruttoria sulla pericolosità sociale, l’indagine per favoreggiamento a carico di Rossella Piras, l’analisi dei possibili appoggi logistici. Le mappe sono quelle già note — Castelfranco Emilia (Modena), Alba (Cuneo), Cadrezzate, il lago di Monate, Ternate e Travedona Monate — luoghi che raccontano la geometria di una fuga e la fatica di uno Stato nell’inseguirla. E mentre gli investigatori setacciano strade e confini, a contare più di ogni altra cosa è la tenuta di un sistema chiamato a essere giusto, ma anche sicuro.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Logo Federazione Italiana Liberi Editori L'associazione aderisce all'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria - IAP vincolando tutti i suoi Associati al rispetto del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale e delle decisioni del Giurì e de Comitato di Controllo.