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REGIONE PIEMONTE
07 Aprile 2026 - 13:19
La Regione Piemonte riapre la finestra del voucher Vesta e raddoppia le risorse. Chi potrà ottenerlo? Quanto vale? Ecco tutto ciò che serve sapere.
CHE COS’È VESTA E COSA CAMBIA NEL 2026
Il voucher Vesta è il sostegno economico della Regione Piemonte dedicato alle famiglie con figli, pensato per alleggerire il costo dei servizi educativi e di cura. Per il 2026 lo stanziamento complessivo sale a 20 milioni di euro, con risorse raddoppiate rispetto al passato. L’annuncio arriva dal presidente Alberto Cirio e dal vicepresidente con delega alle famiglie Maurizio Marrone, che confermano anche l’estensione delle spese rimborsabili a nuove attività sportive e culturali, per ampliare le opportunità di crescita “nel corpo e nella mente”.
CHI PUÒ RICHIEDERLO E QUANTO VALE
La misura è rivolta alle famiglie con Isee fino a 40.000 euro, con importi assegnati in modo progressivo: - fino a 1.200 euro per Isee inferiore a 10.000 euro - 1.000 euro per Isee tra 10.000 e 30.000 euro - 800 euro per Isee tra 30.000 e 40.000 euro Previsto inoltre un contributo massimo di 1.200 euro per i minori con disabilità, indipendentemente dal reddito.
IL CLICK DAY
Torino si prepara a una nuova "gara" digitale: martedì 21 aprile dalle 12: ecco il click day per il Voucher Vesta 2026, il contributo regionale che arriva fino a 1.200 euro per figlio sotto i 6 anni. Con 20 milioni di euro sul piatto – raddoppiati rispetto al passato grazie ai fondi FSE+ – la Regione Piemonte punta a sostenere 30mila famiglie, estendendo la platea al ceto medio per combattere la denatalità senza troppe complicazioni burocratiche.
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I COMMENTI
“Vesta è un esempio di equità sociale ed efficienza al servizio delle famiglie”, sottolineano Alberto Cirio e Maurizio Marrone, rivendicando il carattere progressivo del sostegno che tutela i redditi più bassi senza escludere il ceto medio. Sui tempi, la Regione indica una filiera snella: chi ha ottenuto il voucher lo scorso anno sta ricevendo i bonifici “ad appena sei mesi dallo scorso click day”. Un dato che, se confermato, segna un cambio di passo su un punto spesso critico: la rapidità dei rimborsi.
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