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la sicurezza urbana
08 Aprile 2026 - 10:15
Il dibattito sulla sicurezza accende gli animi nella Circoscrizione 5 di Torino. Al centro della disputa una mozione presentata dai consiglieri della Lega, Silvia Acquaro e Giorgio Tassone, che chiedono l'installazione di nuovi sistemi di videosorveglianza nei giardini pubblici e nelle aree commerciali più sensibili del quartiere.
Secondo i promotori della proposta, il territorio starebbe attraversando una fase critica caratterizzata da un aumento di furti, aggressioni e atti vandalici. Questa escalation avrebbe generato un profondo senso di insicurezza tra i residenti e danneggiato il lavoro degli esercenti locali. La tecnologia, in quest'ottica, viene vista come un alleato fondamentale sia per scoraggiare i malintenzionati sia per supportare le indagini delle forze dell'ordine dopo eventuali reati.
Il piano individua diversi punti critici dove intervenire prioritariamente. Tra le zone citate figurano il giardino di via Lanzo, il parco Pecchioli, corso Grosseto e l'area della Spina Reale in via Stradella. Grazie al contributo di altri consiglieri, l'elenco si è allungato includendo anche i giardini delle Foibe e quelli di via del Ridotto, spazi spesso segnalati dai cittadini per fenomeni di degrado urbano. Per sostenere economicamente il progetto, i consiglieri leghisti puntano sui fondi del Patto per la Sicurezza della Regione Piemonte, destinati proprio al rafforzamento della sorveglianza urbana.
La proposta ha però trovato un muro compatto da parte delle opposizioni. Il Movimento 5 Stelle, con i consiglieri Luigi Martina e Pasquale Frisina, ha espresso una forte contrarietà, invitando a non confondere il semplice disagio o l'inciviltà con il crimine. Secondo i pentastellati, è impensabile e sproporzionato voler monitorare ogni spazio verde solo per la presenza di persone che consumano bevande sulle panchine, comportamento che non costituisce reato.
Critiche sono giunte anche da Sinistra Ecologista. La consigliera Federica Laudisa ha sollevato dubbi concreti sull'utilità delle telecamere, sottolineando come spesso non fungano da reale deterrente e lamentando la mancanza di personale addetto al controllo costante delle immagini registrate. Senza una gestione attiva, lo strumento tecnologico rischierebbe di restare una spesa inutile senza reali benefici per la sicurezza quotidiana.
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