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Dalla festa per la C allo stupro

Violentata dai tre calciatori, il video nella chat della squadra. Ecco cosa sappiamo

La studentessa torinese che accusa: "Mi sono finta morta". I difensori dei ragazzi: "Nessun reato"

A Bra la notte della promozione si è spezzata: il racconto della 20enne e l’inchiesta sui tre ex calciatori

Una città in festa, le strade che cantano, i bicchieri che tintinnano. E poi, all’improvviso, il buio. Come si passa dall’euforia di una promozione alla notte più lunga? È l’interrogativo che attraversa Bra (Cuneo) da quando una studentessa torinese di 20 anni ha denunciato di essere stata violentata, la sera del 30 maggio 2025, da tre (ora ex) calciatori della squadra giallorossa. Un’indagine che procede nel solco della legge e della presunzione d’innocenza, mentre la voce della giovane, raccolta in un incidente probatorio ad Asti, riporta al centro parole, luoghi e tempi di quella notte contesa.


I FATTI DENUNCIATI: DALLA FESTA ALLA CASA
Secondo quanto riferito dalla 20enne, tutto sarebbe iniziato durante una festa in strada a Bra, tra musica e cocktail, nei giorni esaltanti della promozione in Serie C della squadra cittadina. La giovane racconta di aver deciso di seguire uno dei tre – che le piaceva “esteticamente” e che aveva visto in palestra – fino a casa sua, dopo aver chiarito il proprio no a qualsiasi rapporto di gruppo. “Volevo stare solo con lui”, ha spiegato. Poi, il cambio di scena: “Uno è comparso in stanza e si è seduto sul letto. Il terzo è arrivato dopo: lo hanno chiamato al telefono”. Da qui il passaggio più drammatico del racconto: “Per salvarmi mi sono finta morta. Sento ancora le loro mani addosso. Il sistema nervoso ti dà due possibilità: lottare e fuggire, oppure restare sopraffatta dalla paura. A me è capitata la seconda. Quando è arrivato il terzo ho pensato: ‘qui muoio’”. La situazione si sarebbe interrotta quando un’amica, non riuscendo più a rintracciarla, avrebbe iniziato a cercarla e a minacciare di chiamare i carabinieri. “Qualcuno ha avvisato i tre. Così si sono fermati e mi sono rivestita”.

In un video registrato in quei momenti – di cui esiste menzione negli atti – la giovane avrebbe anche detto “che non ero andata lì con la forza”: “In quel momento pensavo solo ad andarmene. Di certo non volevo fare sesso di gruppo”. Tre giorni dopo, il racconto all’amica e l’accesso al Centro antiviolenza del Sant’Anna.

I TRE INDAGATI E LE ACCUSE
Secondo gli atti di indagine, i tre ex calciatori del Bra indicati nella denuncia sono: Fausto PerSeu, 24 anni, romano, oggi al Giulianova; Alessio Rosa, 23 anni, di Tivoli, in forza al Ligorna; Jesus Christ Mawete (talvolta indicato anche come Christ Jesus Mawete), 21 anni, di Mondovì, ora al Livorno. Su di loro pende l’accusa di violenza sessuale di gruppo; per Alessio Rosa si aggiunge l’ipotesi di reato di revenge porn. La loro posizione è al vaglio dell’autorità giudiziaria, e fino a eventuali sentenze definitive vige la presunzione d’innocenza.

IL PERCORSO GIUDIZIARIO: INCIDENTE PROBATORIO AD ASTI
Nei mesi scorsi si è tenuto ad Asti l’incidente probatorio, durante il quale la 20enne ha reso dichiarazioni circostanziate sulla serata del 30 maggio 2025 a Bra. Le sue parole – “Mi vengono dei flashback che non riesco a spegnere” – sono state cristallizzate nel procedimento, in attesa dei successivi passaggi investigativi e delle determinazioni della procura. .

IL DOPO: UNA VITA DEVASTATA
“Da quella sera ho smesso di allenarmi, di lavorare e per un po’ anche di studiare”, dice la studentessa, oggi iscritta a Medicina “perché voglio fare il medico”. Nelle sue giornate si sono affacciati psicologi, psichiatri, ospedali e avvocati. In un episodio che descrive con crudezza, racconta di essere entrata in una discoteca con un’amica e, dopo mezz’ora, di aver percepito mani ovunque, senza nessuno attorno: “Sono flashback che non riesco a spegnere. Così sono uscita e ho passato la serata in macchina”. 

IL VIDEO NELLA CHAT DI SQUADRA
Mentre la società calcistica ha espresso parole di condanna per quanto accaduto, gli avvocati dei tre calciatori, Alessandro Buccieri, Gianluca De Bonis e Andrea Rosso, dicono che "Gli elementi raccolti anche con indagini difensive consentono di affermare l’assoluta mancanza di responsabilità penale a carico dei tre ragazzi".

Ma agli atti ci sono anche le conversazioni nella chat di squadra, dove sarebbe stato condiviso il video della terribile serata con l'avvertenza "Non giratelo a nessuno". Ma i commenti sono stati feroci. Tipo "Superiorità numerica!", oppure "come il torello del giovedì" e via dicendo.

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