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LA CITTA' NASCOSTA

Nostradamus a Torino: l'oroscopo segreto che sconvolse i Savoia

La terza puntata della rubrica "Case Straordinarie" di Torino Cronaca

Nostradamus a Torino: l'oroscopo segreto che sconvolse i Savoia

C’è una Torino che non si vede nelle classiche cartoline. Dietro le facciate eleganti si celano dimore nobili e stanze dimenticate custodi di storie sorprendenti: amori proibiti, alchimisti misteriosi e leggende che ancora oggi fanno rabbrividire. Un volto nascosto che si rivela solo agli occhi più vispi. A svelare i segreti della città è la scrittrice Laura Audi, autrice del libro "Le case straordinarie di Torino" e “collezionista” di curiosità e segreti della Torino più magica.

Lo sapevi che tra i tanti vip passati che vennero a Torino, c'è anche Nostradamus? Non solo visitò la città ma fece anche l'oroscopo ai Savoia. Ecco la storia. 

NOSTRADAMUS A TORINO

La storia della città sabauda non è raccontata solo dai grandi palazzi che la dipingono, ma anche da chi quelle stesse mura hanno ospitato. Tra questi grandi nomi figura anche quello del famoso veggente del 1500: Nostradamus. Il "re delle profezie" venne convocato da Emanuele Filiberto, anche se in qualità di medico più che astrologo. Fatta già una grande reputazione alla Corte di Francia, a Torino venne incaricato di aiutare la moglie del duca, Margherita di Valois, a rimanere incinta. Nostradamus, così, giunse in città con un elisir miracoloso che funzionò: nacque Carlo Emanuele I. 
Adempito al suo compito da medico, "tornò" alle vesti di veggente. Si dice, infatti, che una volta nato fece l'oroscopo al futuro erede dei Savoia e secondo alcuni ne predisse anche la morte. Una profezia inizialmente accolta come un buon auspicio ma che si rivelò quasi un beffa... ma questa è un'altra storia. 
Un dettaglio interessante è che, in questo viaggio, così come succedeva ad altri alchimisti, nonostante l'invito personale dello stesso Filiberto, Nostradamus non alloggiò in centro città. Venne fatto accomodare in periferia, in una cascina vicino a quello che oggi è conosciuto come il parco della Pellerina. La dimora, Domus Morozzo, fu interamente demolita nei secoli: non ne rimane che un muro di mattoni coperto dall'edera. Insomma, i Savoia lo invitarono a Torino...ma tenendolo "a distanza di sicurezza". 

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