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A Porta Susa apre un supermercato ma gli altri negozi sono (ancora) vuoti

Per il rilancio spunta un progetto per rievocare l’immagine dei portici torinesi

A Porta Susa apre un supermercato ma gli altri negozi sono (ancora) vuoti

A Porta Susa apre un supermercato ma gli altri negozi sono (ancora) vuoti

In 13 anni davanti a quelle vetrine sono transitate milioni di persone. Pendolari e turisti che sono entrati dentro Porta Susa per raggiungere i binari o che in stazione sono arrivati e, come biglietto da visita di Torino, hanno avuto una sequela di negozi vuoti e abbandonati. Alcuni dei pochi commercianti che hanno provato l’avventura si sono arresi da tempo e adesso resistono solo un fast food e alcuni bar. Niente edicole, nessun punto vendita delle grandi catene, neanche un negozietto di souvenir. Ma presto ci sarà un supermercato, mentre si lavora per trasferire gli uffici di polizia ferroviaria e delle imprese ferroviarie al piano altezza strada per liberare spazi più “appetibili” a quello più basso, dove transita la gran parte dei viaggiatori da e per i treni.

Il punto sulla situazione della galleria commerciale di Porta Susa è stato fatto ieri in consiglio comunale su sollecitazione di Pierlucio Firrao (Torino Bellissima) che ha presentato un’interpellanza sull’argomento. Lo sfruttamento degli spazi commerciali della stazione è affidato dal 2018, a seguito di una gara, alla Altagares srl che li detiene fino al 2047. Si tratta di 4.900 metri quadri, di cui solo 1.130 sono attualmente occupati. In altri 200 aprirà, all’inizio di maggio, un piccolo supermercato Carrefour che sarà dotato anche di un dehors per permettere ai viaggiatori di consumare sul posto i prodotti acquistati nel punto vendita. 

E sempre entro maggio dovrebbe essere completato il trasloco degli uffici della polizia ferroviaria al piano superiore, in locali più ampi di quelli attuali. Procede invece più a rilento il trasferimento degli uffici attualmente in uso alle imprese ferroviarie: i lavori devono ancora iniziare e dureranno circa 9 mesi. «Si evidenzia - ha sottolineato la giunta - che Altagares sta promuovendo nuove iniziative con l’obiettivo di commercializzare i nuovi spazi entro 12 mesi dalla disponibilità degli stessi, attraverso un mix di funzioni, tra i quali servizi alla persona, con l’intento di reinterpretare e rievocare l’immagine dei portici torinesi, trasformando la stazione in un luogo da vivere oltre la semplice funzione di transito».

Non abbastanza, secondo Firrao. «Tredici anni di locali “in allestimento” sono semplicemente troppi per una delle stazioni più belle d’Europa, inaugurata nel 2013 e ancora oggi non completata sotto il profilo commerciale. È indispensabile che tutti gli enti coinvolti monitorino costantemente la situazione e collaborino per una reale velocizzazione del percorso. Servono tempi certi, procedure rapide e il completamento degli spostamenti già previsti. Dopo 13 anni, non ci sono più alibi».

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