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Il fatto

Nuove indagini a Torino sugli abusi di Mulas: dopo Mestre, il caso si allarga in Piemonte

Riconosciuto dalle vittime solo dopo l’arresto in Veneto: ora è sotto inchiesta a Torino e a processo a Cuneo

Nuove indagini a Torino sugli abusi di Mulas: dopo Mestre, il caso si allarga in Piemonte

Massimiliano Mulas

La vicenda giudiziaria di Massimiliano Mulas, 45 anni, parte anche dal territorio cuneese e si sviluppa tra Piemonte e Veneto, fino a tornare a Torino, con procedimenti e indagini aperti in più sedi giudiziarie. L’uomo, arrestato nell’aprile dello scorso anno per una violenza sessuale su una bambina di undici anni avvenuta a Mestre, è stato condannato in primo grado a 14 anni di reclusione. Mulas avrebbe trascorso un periodo anche a Cervere, in provincia di Cuneo, dove avrebbe lavorato per alcuni mesi come stagionale in un’azienda locale.

Nel 2024 l’uomo è stato oggetto di accertamenti da parte dei carabinieri per alcuni tentativi di adescamento, segnalati sia di persona sia online dai genitori di alcune presunte vittime. A seguito delle denunce, la Procura di Torino - competente per i reati informatici - aveva autorizzato una perquisizione nell’abitazione dell’uomo. Nell’operazione sarebbero stati rinvenuti centinaia di file a contenuto pedopornografico e ulteriori elementi ritenuti rilevanti dagli investigatori.

Nonostante gli accertamenti, l’uomo era stato inizialmente sottoposto a misure cautelari. Attualmente risulta coinvolto in diversi procedimenti giudiziari su più fronti. A Cuneo è indagato per violenza sessuale e violenza privata in relazione a due episodi che risalirebbero al novembre 2024, ai danni di una ragazza di 14 anni e di una bambina di 10 anni.

A Torino è invece al centro di un’inchiesta per detenzione di materiale pedopornografico e adescamento di minori. Secondo quanto contestato, l’uomo avrebbe creato falsi profili su TikTok, presentandosi come un minorenne, con l’obiettivo di contattare giovanissime e richiedere immagini e video.

La vicenda si articola quindi su più livelli: una condanna in primo grado a Mestre, un processo in corso a Cuneo e un’indagine a Torino. Il caso, secondo quanto emerge dagli atti e dalle ricostruzioni investigative, si sarebbe sviluppato tra il Cuneese e il Veneto, con episodi che hanno portato all’intervento delle forze dell’ordine e successivamente all’arresto dell’uomo.

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