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Il fatto
17 Aprile 2026 - 12:31
Una crack-house in mezzo alle case popolari. Quella degli “spacciatori ingessati”. Via Dina 32, interno 28, primo piano: quartiere Mirafiori nord, un rione che in tanti chiamano “Borgocina”. Qui ieri c’è stato uno sgombero di un alloggio occupato abusivamente. Ma non è una storia come un’altra. Bisogna tornare indietro di qualche anno. Un uomo, legittimo intestatario del contratto di locazione con Atc, al momento della morte lascia l’appartamento a una donna, una signora di origine marocchina. Forse lo fa in buona fede, forse ignora come funzioni il meccanismo di subentro quando si tratta di un appartamento di edilizia popolare. Fatto sta che la donna scrive all’Agenzia e si sente rispondere che lei non possiede i requisiti per subentrare all’interno della casa. Ma quella donna, poi, la casa non la lascia. E nemmeno la abita. Negli ultimi quattro anni i residenti del complesso uscivano di casa facendo attenzione a “non guardare”. Al primo piano era un via vai continuo. La porta sul pianerottolo era stata forzata dai malviventi. Non aveva nemmeno la serratura. La gente andava e veniva. Giorno, sera e anche la notte. Qualcuno arrivava sotto al portone, faceva uno squillo, saliva le scale ed entrava. E poi, a volte subito, altre volte ore dopo, usciva. Vendita - e consumo - di stupefacenti.
A gestire questo “business” erano il figlio e il genero della donna. Che si erano guadagnati il soprannome di “spacciatori ingessati”. Perché più volte i due erano stati visti con il gesso agli arti. Venivano picchiati spesso, racconta chi in quelle case vive - onestamente - da tanti anni.

Tanto che in cucina, tra lo sporco e del pane raffermo nel lavandino, c’è una sega sui fornelli. Poggiata lì. La usavano per levarsi quei gessi in maniera autonoma. Così non dovevano andare troppe volte in ospedale. Dentro l’appartamento il caos totale. Una stanza con diversi posti letto improvvisati. Nella stessa, un’apertura sul muro, forse quello che un tempo era un armadio a muro. Su un ripiano, un piatto e dei pezzetti di carta che sembrano vecchi involucri di palline di crack. Allo sgombero di ieri mattina - sgombero annunciato, quindi i due se lo aspettavano - c’era anche la signora, era presente. Ha provato a evitare che quella casa venisse chiusa dai tecnici di Atc, dicendo che lei non aveva altro luogo dove andare. Ma entrando dentro l’appartamento era piuttosto chiaro che, lì, lei, non ci vivesse proprio. Gas ed elettricità staccati, per illuminare la casa i due si erano allacciati abusivamente. Una camera da letto sfasciata, tessuti buttati alla rinfusa, l’odore nauseabondo di un posto dove nessuno apre le finestre da tanto, troppo tempo. La cassetta del wc sfondata. Il bagno in generale in condizioni pietose. La sala da pranzo è un’immagine di degrado. In terra un nuovissimo aspirapolvere - sicuramente mai usato - senza filo, la carta di un uovo di Pasqua al cioccolato al latte, un coltello, una rete in terra piena di pietre incastonate dentro.
Il ritratto di un bivacco più che di un appartamento. Sporco, puzza e incrostazioni raccontavano di un posto da tempo abbandonato a sè stesso. Fino a ieri, quando il personale dell’Agenzia li ha mandati via. Non facilmente, ma alla fine lo scopo è stato raggiunto. Qualche ora dopo i due hanno riprovato a entrare dentro la casa, insieme a un’altra persona. Non sono riusciti. Ma un residente dice che ne ha visto uno andare verso le cantine. Forse ha dormito lì. E dopo lo sgombero hanno comunque “bivaccato” dentro il cortile. Ma dentro la casa non sarà più possibile rientrare; tutto è stato sigillato. “Giorno dopo giorno prosegue la battaglia per sgomberare tutti gli alloggi occupati abusivamente in città. In poco più di un anno sono stati oltre 200 quelli liberati e non abbiamo intenzione di fermarci fino a quando anche l’ultimo appartamento non tornerà a disposizione delle persone per bene che attendono in graduatoria. Gli sgomberi, di pari passo con le rimozioni e i sequestri dei camper abusivi resi possibili dalla legge regionale, sono la strada per liberare la città dall’abusivismo e dal degrado” dichiarano il Vicepresidente e assessore alla Casa della Regione Piemonte Maurizio Marrone e il Presidente di Atc Piemonte Centrale Maurizio Pedrini.
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