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la tragedia

Rider morto, un “buco” di quasi tre ore: lo schianto sull’asfalto killer in collina

L’incidente di Adnan è avvenuto in una via di Cavoretto piena di buche. Oggi l’incarico per l’autopsia

Adnan Salah Elsayed con la moglie Nourhan Aly

Adnan Salah Elsayed con la moglie Nourhan Aly

Un “buco” lungo quasi tre ore. Sono quelle trascorse dall’incidente in bicicletta di Adnan Salah Elsayed, il 32enne rider egiziano morto a Cavoretto, e l’intervento dei soccorsi sul posto. Tre ore circa, perché lo schianto costato la vita al giovane Adnan è avvenuto intorno alle 20 nei pressi del civico 109 di strada della Creusa, domenica. L’arrivo dell’ambulanza inviata dalla centrale operativa è invece delle 23, dunque a tarda sera e quando era già buio. Ambulanza sopraggiunta grazie alla segnalazione di una residente che ha visto la bicicletta appartenente ad Adnan in mezzo alla strada.

Tanto tempo, tra l’incidente e i soccorsi. Adnan Salah Elsayed è stato ore nella vegetazione, la testa fracassata a causa della caduta. Si poteva salvare? Difficile stabilirlo e oggi verrà affidato l’incarico per l’autopsia, che dovrà fare luce su una morte misteriosa sulla quale sono ancora aperte le due ipotesi iniziali: quella (meno preponderante) del pirata della strada, e quella (più probabile) dell’incidente autonomo. Che potrebbe essere stato causato anche dall’asfalto sconnesso di quella zona della collina torinese. Un’area della città dove le buche e gli avvallamenti non mancano e non è da escludere che sia stata una buca-killer a provocare la morte di un giovane che di professione faceva il fotografo ma, per arrotondare, era diventato rider e consegnava il cibo a domicilio nelle case dei torinesi. L’inchiesta prosegue, col fascicolo in procura affidato alla sostituta procuratrice Alessandra Provazza.

Si era sposato il 5 dicembre, Adnan, con la moglie Nourhan Aly. La coppia viveva in una casa popolare di via Tunisi, a pochi passi dallo stadio Filadelfia. Il padre ora è in pensione e prima lavorava al Caat di Grugliasco. Una morte, quella del 32enne egiziano, che ha scosso la comunità musulmana. Il papà di Adnan è infatti frequentatore della moschea Mohammed VI di via Genova, nei pressi di piazza Bengasi. Ieri, in occasione della terza preghiera del pomeriggio (la Salat al-asr), parenti e amici del giovane rider si sono ritrovati nella moschea, per pregare insieme e stare vicini in un momento così drammatico per la famiglia del 32enne.

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