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24 Aprile 2026 - 15:40
Il corteo del 31 gennaio scorso
Leonardo, Regione Piemonte, Politecnico, Intesa Sanpaolo. Li citano chiaramente i membri di Askatasuna, dandosi appuntamento, il 1° maggio, alle 9 del mattino in piazza Vittorio, per il corteo in occasione della festa dei lavoratori. Quattro possibili bersagli per una manifestazione che si annuncia già ad alta tensione. «Torino capitale dell'industria bellica che ospita Leonardo e nella Regione Piemonte, a Cameri - dichiarano gli antagonisti - si situa il polo che materialmente ha contribuito a inviare risorse a Israele e che oggi si rende protagonista dell'esigenza bellica globale con la costruzione di F35 utili alla guerra in Iran; Torino sede del Politecnico, università sempre più complice di una ricerca utile al riarmo e alla conversione bellica; Torino città in crisi a livello produttivo dove lavoratori e lavoratrici, a partire da quelli di Leonardo, si pongono il problema di lottare per le proprie condizioni; Torino - proseguono gli antagonisti - città governata da banche come Intesa Sanpaolo».
E ancora: «Torino è partigiana non è solo uno slogan, ma un sentimento comune e il 1° maggio vogliamo dire tutto questo, vogliamo praticare tutto questo. Ciò che viene sottratto con la forza bruta (il riferimento è allo sgombero di Askatasuna del 18 dicembre scorso) va riconquistato. Perché il simbolo di un palazzo blindato, di un quartiere militarizzato, si traduce in possibilità per praticare a partire dai nostri territori la contrapposizione alla guerra, individuando le controparti che oggi si frappongono fra noi e un modo di vivere diverso da quello che hanno in mente per noi». Dunque, il messaggio pare chiaro: gli "aska" sgomberati, il 1° maggio, marceranno verso il loro ex centro sociale. «Torino è partigiana! Que viva Askatasuna».
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