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NAPOLEONE IN PIEMONTE
25 Aprile 2026 - 12:30
Di lui si dice che fosse un omettino con il complesso dell’altezza, sempre ritratto impavido su un destriero bianco che scalciava sulle Alpi, bevitore instancabile di caffè forte per tramare geniali strategie rischiose – tipo mettere tutte le uova in un paniere. Ma dietro questi modi di dire e luoghi comuni si nasconde la parabola di un condottiero che ha ridisegnato l’Europa.
Napoleone Bonaparte, stratega militare, statista, primo imperatore dei francesi e re d’Italia, fu tra le figure più influenti della nostra storia contemporanea. Anche quella piemontese.
La guerra tra la repubblica francese e il regno di Sardegna, scoppiata nel 1792 e proseguita fino all’armistizio di Cherasco del 1796, ha rappresentato l’evento più importante per le sorti del Piemonte del XVIII secolo. L’ultimo atto del conflitto consentì al giovane generale francese, al suo primo comando di un’armata, di aprirsi la via per una fortunata carriera militare. La sconfitta, l’annessione del Piemonte alla Francia e la successiva Restaurazione affievolirono ben presto le memorie di queste lontane vicende. Nei primi decenni dell’Ottocento l’estinzione del ramo diretto di Casa Savoia e l’avvento di Carlo Alberto aprirono la strada al Risorgimento: gli avversari erano gli austriaci, gli alleati di un tempo. Così i fatti gloriosi della Guerra delle Alpi finirono per essere definitivamente rimossi.

A riportare al centro queste dinamiche apparentemente lontane ma che fondano le radici del Piemonte moderno, ci pensa Mauro Minola. Studioso torinese, si occupa di storia del Piemonte e della Casa Savoia. Negli ultimi anni ha intrapreso approfonditi studi sulle fortificazioni italiane delle Alpi occidentali e sull’evoluzione funzionale delle tipologie dei sistemi difensivi dell’intero arco alpino. Dalle sue conoscenze, nasce il volume intitolato «Napoleone in Piemonte» (Editrice Il Punto), la prima pubblicazione che presenta al grande pubblico gli eventi del periodo 1792-1796 e la prima parte della seconda Campagna d’Italia. E lo fa con un occhio di riguardo giocato dall’esercito del Regno di Sardegna. «Questo libro - spiega l’autore nella sua premessa - desidera colmare questa lacuna, per far conoscere alle generazioni di oggi quanto il Piemonte sabaudo abbia sempre saputo resistere con tenacia ai nemici che volevano minarne l’esistenza».
Napoleone, il 28 marzo 1796, incitava le truppe così: «Soldati, Voi siete ignudi, mal nutriti. Molto vi deve il governo e nulla può darvi … Vi condurrò nelle più fertili pianure del mondo. Ricche province, grandi città saranno in vostro potere. Vi troverete onori, glorie e ricchezze. Soldati dell’Armata d’Italia, mancherete voi dunque di coraggio e di costanza?».
Il libro è acquistabile in edicola insieme al quotidiano di Torino Cronaca.
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