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il processo
28 Aprile 2026 - 07:15
Un chihuahua
Le vittime potrebbero essere parecchie, perché non tutte finora avrebbero denunciato. A raggirarle, due donne di 50 e 68 anni, a processo in tribunale a Torino con l’accusa di truffa. La truffa dei chihuahua, perché le due imputate promettevano alle loro vittime la consegna, dietro pagamento tramite Postepay, proprio di cani di quella razza, provenienti da allevamenti. Ma appunto, era tutta una truffa, perché i cani non arrivavano mai ai clienti che li avevano richiesti mentre le due malviventi i soldi sulla Postepay li incassavano eccome. Ad essere state truffate sono persone anziane ma anche giovani, a dimostrazione che le due donne ci sapevano fare. Una vittima, residente a Torino, ha parlato ieri mattina in aula. Ha 78 anni. «Mio marito era morto da poco - il suo racconto - e io, rimasta vedova, volevo un animale da compagnia. Così sono stata contattata da una persona che si era presentata come il titolare di un allevamento. Diceva di vendere dei cuccioli di chihuahua, ho anche ricevuto, su WhatsApp, le foto del certificato di vaccinazione del cane». L’incauta pensionata si è fidata e ha spedito i soldi: «Gli ho dato 180 euro, mi aveva anche fatto un piccolo sconto - ha detto - perché all’inizio questa persona mi aveva chiesto 200 euro». Poi, la promessa: «Lunedì avrà il suo cane a casa». E invece, non arrivava nessun animale. La pensionata ha quindi presentato denuncia presso il commissariato di polizia Madonna di Campagna.

Ma appunto, ad essere state truffate sono anche persone più giovani. Come una donna di 38 anni residente a Reano, in provincia, che ieri ha raccontato la disavventura: «Avevo messo un annuncio su Facebook, nel quale scrivevo di volere un cane chihuahua. Sono stata contattata da una persona che diceva di essere un volontario dell’Enpa e che avrei dovuto pagare le spese della staffetta per avere il cane a casa». Anche la seconda vittima ha acconsentito alla richiesta di denaro, pagando 50 euro. Senza, ovviamente, mai ricevere il cane a casa. La 38enne ha quindi denunciato l’accaduto ai carabinieri di Avigliana. Come detto, i truffati sarebbero molti, che ricevevano il messaggio di un uomo, tale “Pasquale Bevilacqua”, il quale diceva di vendere cani. Ma dietro quel Pasquale Bevilacqua c’erano in realtà due donne, una nata a Salerno e l’altra in provincia di Potenza. Due truffatrici che ricevevano i soldi sulla carta e non consegnavano gli animali ai clienti. E poi sparivano, “bloccando” le vittime su chat e social. Ora, sono state rinviate a giudizio.
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