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SANITà
30 Aprile 2026 - 12:10
Con l'invecchiamento della popolazione, gli anziani con più patologie croniche finiscono spesso in ospedale per riacutizzazioni gravi. Ma una degenza prolungata può peggiorare la loro fragilità, causando perdite funzionali e scompensi psicofisici lontani dal proprio ambiente. Da 40 anni, l'Ospedalizzazione a Domicilio (OAD) della Città della Salute e della Scienza di Torino offre un'alternativa: cure intensive direttamente a casa, sicure ed efficaci come in ospedale, con risparmi sui costi e migliore uso dei posti letto.
Avviata nel 1985 e diretta dalla dottoressa Renata Marinello, l'OAD dipende dalla Geriatria universitaria delle Molinette (guidata dal professor Mario Bo). Opera tutti i giorni dalle 8 alle 20, attivabile dal Pronto Soccorso, dai reparti per dimissioni precoci protette o su richiesta del medico di base, evitando l'ospedale. Normata nel 2010 da una delibera regionale, prevede una presa in carico totale da parte di un'équipe ospedaliera specializzata: 4 medici, 11 infermieri, 1 coordinatore infermieristico e un assistente sociale.

Ogni anno, circa 600 pazienti – per lo più over 80 fragili, polipatologici e polifarmacologici – ricevono cure acute a domicilio. Non solo anziani: l'OAD gestisce anche ematologie e oncologie (non palliative, con trasfusioni), insufficienze cardiache, epatiche o respiratorie, malattie neurodegenerative come SLA o sclerosi multipla, e patologie congenite che richiedono ricoveri frequenti.
Grazie a competenze specifiche e tecnologie portatili, l'équipe eroga prestazioni complesse: infusioni di citostatici o antibiotici, cateteri venosi, radiografie, ecografie e tele-monitoraggi. Essenziale è il caregiver familiare, formato e supportato dall'équipe con soluzioni eHealth testate negli anni.
Studi su ictus, scompenso cardiaco, BPCO, demenza e delirium confermano i vantaggi: meno complicanze, miglior umore e qualità della vita, riduzione di ricoveri ripetuti e stress per i familiari, con costi inferiori fino al 20% e alta soddisfazione utenti.
«L’esperienza fin qui condotta e la disponibilità di tecnologie sempre più avanzate di e-Health e telemedicina supportano la convinzione che sia possibile e fondamentale ripensare all’organizzazione dei servizi sanitari attraverso l’adozione di modelli di cure domiciliari efficaci ed innovative per garantire la continuità delle cure per il numero crescente dei pazienti sempre più complessi e fragili», dichiara il direttore generale dell’AOU Città della Salute e della Scienza, Livio Tranchida.
«L’ospedalizzazione a domicilio rappresenta un modello concreto di innovazione organizzativa della sanità pubblica, capace di coniugare qualità clinica, appropriatezza e centralità della persona. L’esperienza della Città della Salute e della Scienza di Torino dimostra come sia possibile portare cure complesse direttamente a casa dei pazienti, garantendo sicurezza, continuità assistenziale e una migliore qualità di vita, soprattutto per le persone più fragili. È una direzione strategica su cui la Regione Piemonte crede fermamente, perché vede l’integrazione tra ospedale e territorio, valorizzando modelli che rendono il sistema sanitario più vicino ai bisogni reali dei cittadini», sottolinea l’assessore alla Sanità della Regione Piemonte Federico Riboldi.
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