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Primo Maggio a Torino, Zangrillo: “Assalto organizzato contro lo Stato. Il DNA di Askatasuna è la violenza”

Il ministro per la Pubblica amministrazione dopo gli scontri in città: “Professionisti del disordine hanno aggredito le forze dell’ordine”

Primo Maggio a Torino, Zangrillo: “Assalto organizzato contro lo Stato. Il DNA di Askatasuna è la violenza”

Nel giorno del Primo Maggio, segnato a Torino da tensioni e scontri tra manifestanti e forze dell’ordine, il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo è intervenuto con una dura dichiarazione in merito agli episodi avvenuti in città.

«“Inizia l’assedio, inizia la guerriglia”: parole gravissime che non lasciano spazio a interpretazioni e che descrivono con brutale chiarezza il clima di violenza e di attacco allo Stato che ha oltraggiato il Primo Maggio a Torino», ha affermato il ministro.

Zangrillo ha poi aggiunto che anche quest’anno, nel giorno dedicato al lavoro e ai lavoratori, i soliti professionisti del disordine hanno trasformato Torino in un teatro di scontri, aggredendo barbaramente le Forze dell’Ordine.

Al centro delle sue critiche anche il ruolo di Askatasuna: «Il DNA di Askatasuna è questo: non confronto, non partecipazione, ma scontro, intimidazione e violenza sistematica», ha dichiarato il ministro, collegando la gestione politica cittadina a un presunto clima di tolleranza verso l’illegalità.

Nel suo intervento, Zangrillo ha inoltre puntato l’attenzione sull’amministrazione comunale guidata da Stefano Lo Russo, sostenendo che l’ambiguità dell’amministrazione Lo Russo ha alimentato negli anni un clima pericoloso. Ha aggiunto che chi, anche all’interno della Giunta, «giustifica o minimizza questi comportamenti si assume una responsabilità politica gravissima».

Infine, il ministro ha rivendicato l’azione del governo sul fronte occupazionale, contrapponendola agli episodi di violenza: «Mentre il Governo lavora per creare e rafforzare l’occupazione, c’è chi continua a distruggere, a seminare odio e a colpire chi ogni giorno garantisce la sicurezza dei cittadini».

Zangrillo ha concluso esprimendo piena solidarietà alle donne e agli uomini in divisa, vittime anche oggi di una violenza vile e inaccettabile, ribadendo che «lo Stato non arretra» e che la legalità «non è negoziabile».

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