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Pantanella (FSP Polizia): “Durante il 1° maggio attacchi e insulti alle forze dell’ordine”

Critiche ad Askatasuna e AVS: “I giovani sono stati manovrati dal centro sociale"

Pantanella (FSP Polizia): “Durante il 1° maggio attacchi e insulti alle forze dell’ordine”

In occasione della manifestazione del Primo Maggio, il rappresentante della FSP Polizia Pantanella interviene duramente sulla giornata di mobilitazione, criticando contenuti e modalità della protesta.

Pantanella afferma che la presenza di militanti riconducibili ad Askatasuna, “sponsorizzati da AVS”, avrebbe trasformato la ricorrenza dedicata ai lavoratori in un contesto segnato da messaggi di contrapposizione allo Stato: “la volontà di avere una Repubblica non fondata sul lavoro, ma su l’antagonismo e l’anarchia”.

Il sindacalista denuncia inoltre episodi di insulti alle forze dell’ordine, anche con riferimenti al fascismo, interpretandoli come il segnale di una strumentalizzazione dei più giovani: “offendere le forze dell’ordine ed aggredirle con insulti ed riferimenti all’essere fascisti fa emergere con quanta ignoranza e facilità i giovani che hanno partecipato alla manifestazione possono essere manovrati e ingannati dai vecchi sacerdoti di Askatasuna”.

Sul piano del confronto politico e simbolico, Pantanella sostiene che “nessuno ha la patente di antifascista” e rivendica il ruolo della Polizia di Stato, che “si è sempre distinta per compiere il suo dovere in ogni momento della storia, e con ogni colore politico garantendo la libertà e la democrazia”.

Riguardo alla giornata del Primo Maggio, aggiunge una critica alla percezione del ruolo delle forze dell’ordine: “oggi che è il 1 maggio festa dei lavoratori per molti appartenenti della sinistra radicale e per alcune sigle sindacali, è chiaro che i poliziotti non sono lavoratori”.

Infine, Pantanella ribadisce la linea di fermezza dell’istituzione: “la polizia non arretra perché arretrare significa abbandonare i cittadini per bene” e conclude sottolineando la continuità del servizio: “noi saremo lì sempre ed ovunque ci sia chi ha bisogno di aiuto e là dove deve esserci l’autorità dello Stato e della Democrazia”.

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