l'editoriale
Cerca
Mondo
14 Marzo 2026 - 12:49
Lo screenshot falso delle "sei dita"
Le voci sulla morte di Benjamin Netanyahu sono esplose sui social nelle ultime ore, proprio mentre la guerra tra Israele e l’Iran continua ad alimentare tensioni in Medio Oriente e a tenere il mondo con il fiato sospeso. Post virali, video analizzati fotogramma per fotogramma e presunti screenshot di comunicazioni ufficiali hanno contribuito a creare un’ondata di disinformazione che si è diffusa rapidamente tra X, Telegram e altre piattaforme. Ma, nonostante le speculazioni, non esiste alcuna prova che il primo ministro israeliano sia morto o ferito.
La teoria è nata dalla combinazione di due video che nelle ultime ore hanno iniziato a circolare massicciamente sui social. Il primo mostra un uomo ferito che verrebbe trasportato su una barella verso un’ambulanza: diversi post sostengono che si tratti proprio di Benjamin Netanyahu, colpito durante gli attacchi legati all’escalation con l’Iran. Il secondo video, invece, è una registrazione di una conferenza stampa in cui il premier israeliano parla alla nazione. Alcuni utenti hanno isolato un fotogramma in cui la mano di Netanyahu, durante un gesto, sembra avere sei dita. Da qui è nata l’accusa che il video fosse stato generato con l’intelligenza artificiale, alimentando ulteriormente la teoria secondo cui il vero Netanyahu sarebbe stato ferito o ucciso.
BREAKING: Iran Confirmed exclusive footage of the Israeli prime minister covered in a white sheet being placed into an ambulance.#IranWar #Irán pic.twitter.com/IaqdjjsqT2
— Ayatollah Mojtaba Khamenei (@MujtabaKhamenei) March 14, 2026
BREAKING: ❌
— Ayatollah Mojtaba Khamenei (@MujtabaKhamenei) March 13, 2026
Iran Confirmed, Netanyahu is not in office nor at house after Iranian missiles strikes during 3rd March 2026.
The latest video released by the Israeli government shows that it was AI generated.#IranIsraelWar #Israel pic.twitter.com/v4tOoBVFkB
I due video sono stati rimossi da X
Le voci sono state alimentate anche da alcune pubblicazioni provenienti da media iraniani. L’agenzia Tasnim, considerata vicina ai Guardiani della Rivoluzione, ha rilanciato una teoria secondo cui Netanyahu potrebbe essere stato ucciso o ferito. L’articolo non presentava prove concrete ma citava una serie di elementi circostanziali: l’assenza temporanea di nuovi video del premier, un rafforzamento delle misure di sicurezza attorno alla sua residenza e il rinvio di alcuni incontri diplomatici. Lo stesso report ammetteva tuttavia che nessuna fonte ufficiale aveva confermato la notizia.
In realtà Netanyahu continua a comparire nelle comunicazioni ufficiali e nei video diffusi dall’ufficio del primo ministro. Anche nelle ultime ore il leader israeliano è apparso in messaggi registrati e aggiornamenti sulla situazione militare, mentre il governo di Gerusalemme prosegue la gestione di questa crisi.
Il contesto in cui queste fake news sono esplose è particolarmente delicato. Ieri Israele ha confermato nuovi attacchi contro obiettivi collegati all’apparato militare iraniano e ai gruppi alleati di Teheran, mentre nelle stesse ore l’Iran ha accusato Israele e gli Stati Uniti di alimentare un conflitto sempre più pericoloso. In parallelo, Washington continua a monitorare la situazione e a rafforzare la propria presenza militare nella regione per evitare che le tensioni sfocino in uno scontro diretto tra potenze.
Gli esperti di informazione spiegano che durante le fasi più intense di una guerra il flusso di notizie accelera in modo improvviso e spesso caotico. È proprio in questi momenti che la disinformazione trova terreno fertile: contenuti fuori contesto, account anonimi o messaggi attribuiti a figure pubbliche possono essere condivisi migliaia di volte prima che qualcuno riesca a controllarne l’autenticità.
Nelle ultime ore, infatti, su X si stanno moltiplicando numerosi account falsi che utilizzano il nome di Mojtaba Khamenei, figlio dell’ex guida suprema iraniana Ali Khamenei, ucciso nei bombardamenti all’inizio della guerra. Molti di questi profili sono stati creati da pochissimo tempo, hanno pochi follower e nessuna attività precedente verificabile, ma pubblicano messaggi che si presentano come aggiornamenti diretti dal fronte o dichiarazioni attribuite alla leadership iraniana. In alcuni casi rilanciano video, presunte rivelazioni o commenti sulla guerra, contribuendo a creare ulteriore confusione tra gli utenti e a rendere ancora più difficile distinguere tra informazioni reali e contenuti manipolati.
L'associazione aderisce all'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria - IAP vincolando tutti i suoi Associati al rispetto del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale e delle decisioni del Giurì e de Comitato di Controllo.
CronacaQui.it | Direttore responsabile: Andrea Monticone
Vicedirettore: Marco Bardesono Capo servizio cronaca: Claudio Neve
Editore: Editoriale Argo s.r.l. Via Principe Tommaso 30 – 10125 Torino | C.F.08313560016 | P.IVA.08313560016. Redazione Torino: via Principe Tommaso, 30 – 10125 Torino |Tel. 011.6669, Email redazione@torinocronaca.it. Fax. 0116669232 ISSN 2611-2272 Amministratore unico e responsabile trattamento dati e sicurezza: Giuseppe Fossati
Registrazione tribunale n° 1877 del 14.03.1950 Tribunale di Milano
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo..