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La storia
15 Marzo 2026 - 13:53
È la storia di Umberto Libassi, attore teatrale di 72 anni originario di Margno, in provincia di Lecco. Durante un trasloco ha ritrovato un vecchio libretto di risparmio aperto dai suoi genitori nel 1963 con un deposito iniziale di mille lire. Un documento rimasto dimenticato per oltre sessant’anni tra oggetti di scena e materiali teatrali.
Il libretto era stato aperto il 25 ottobre 1963 alla Cassa di Risparmio di Trieste. All’epoca aprirne uno era una pratica comune: molte famiglie vi depositavano piccole somme per mettere da parte qualche risparmio. Dopo l’apertura, il documento fu riposto in uno dei bauli utilizzati dalla famiglia durante le tournée teatrali. Con il tempo quel baule finì in un garage a Pieve del Grappa, dove veniva conservato materiale di scena. Lì è rimasto chiuso per decenni. Il libretto è riemerso solo nel 2025, quando Libassi ha dovuto svuotare il garage in vista di un trasloco. Tra vecchi ricordi e oggetti accumulati negli anni è saltato fuori anche quel documento, ancora perfettamente conservato. La domanda è arrivata subito: dopo più di sessant’anni poteva avere ancora un valore?
Per capirlo, Libassi si è rivolto all’Associazione Italia di Roma, che si occupa di assistere i cittadini nel recupero di depositi, titoli e libretti di risparmio dimenticati. Secondo le prime stime il valore del libretto potrebbe oggi superare i 50mila euro. Nel calcolo entrano diversi elementi: gli interessi legali maturati negli anni, la rivalutazione monetaria, la capitalizzazione degli interessi e l’anatocismo accumulato dalla data di apertura fino al ritrovamento.
Come ha spiegato l’avvocato Stefano Rossi dell’Associazione Italia, non esiste una formula immediata per stabilire il valore finale: la cifra dipende da una serie di fattori che si sommano nel corso dei decenni. Un altro nodo riguarda la prescrizione. In Italia un conto o un libretto non movimentato per oltre dieci anni con saldo superiore a 100 euro viene normalmente classificato come “rapporto dormiente”. In questi casi il denaro può essere trasferito al Fondo rapporti dormienti gestito dallo Stato.
Nel caso di Libassi, però, la situazione potrebbe essere diversa. Il titolare non era a conoscenza dell’esistenza del libretto e questo elemento potrebbe incidere sulla valutazione della prescrizione. Se questa interpretazione venisse confermata, l’attore potrebbe recuperare l’intera somma stimata. Secondo l’Associazione Italia esistono ancora milioni di euro legati a strumenti finanziari dimenticati: buoni postali, BOT, CCT e libretti bancari o postali rimasti per anni nei cassetti delle famiglie.
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